Sicilia: nasce rete ospedaliera assistenza immigrati

Assistenza medica

Assistenza medica

“Il progetto vuole rappresentare una linea di continuita’ e di sviluppo del Progetto Pass che ha consentito di tracciare una prima rete assistenziale rivolta a questa tipologia di popolazione.

Il progetto Rosami creera’ le basi per la costituzione di una rete assistenziale siciliana capace di rispondere al bisogno delle popolazioni indigenti e migranti/straniere attraverso la presenza di personale adeguatamente formato”, spiegano gli organizzatori.

Un altro progetto che sta per essere avviato e’ quello per le vittime di tortura, abuso e maltrattamento.

Nell’esperienza comune degli operatori che si prendono cura delle popolazioni migranti vengono osservati, con sempre maggiore frequenza, quadri clinici correlati a tortura, abuso e maltrattamento.

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Regione Toscana, un modello di integrazione che arriva da lontano

A inizio 2009 si era conclusa la campagna di adesione promossa da Anci Toscana e Regione, e già sei mesi dopo il numero degli enti capofila che hanno deciso di ampliare i propri servizi o di crearne di nuovi a favore degli extracomunitari ammonta a 29. Dei 126 Comuni solo 18 hanno deciso di aderire singolarmente; i restanti 108 lo hanno fatto in forma associata. L’adesione è pervenuta anche da altre realtà come la Comunità Montana del Casentino, il circondario Empolese-Valdelsa, l’Istituzione Centro Nord Sud che fa capo alla Provincia di Pisa ed il consorzio CoeSO, in provincia di Grosseto. Tra i capoluoghi di provincia mancano Livorno e Lucca. Gli stranieri che si rivolgono agli sportelli possono ottenere dagli operatori tutte le informazioni sul proprio status giuridico e ricevere assistenza, sostegno e consulenza per tutte le pratiche: dal rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno alla concessione della cittadinanza, dalle autorizzazioni all’ingresso per motivi di lavoro al nulla osta al ricongiungimento familiare. Per dotare gli addetti al front-office di tutte le competenze e conoscenze necessarie sarà avviato a breve un percorso formativo curato dalle Università di Firenze e Pisa che coinvolgerà 147 persone. In un quadro talmente composito e propositivo, è evidente che la legge regionale recentemente approvata dal consiglio regionale della Toscana per garantire piena assistenza sanitaria anche ai migranti sprovvisti di permesso di soggiorno, rappresenta il punto di approdo di un progetto di integrazione tutt’altro che improvvisato, che anzi proviene da lontano. È inspiegabile che quando le Regioni si danno da fare per prevenire l’allarme immigrazione il Governo minacci reazioni sensa senso, come il referendum abrogativo della legge regionale appena approvata. Come se azzerare le inizative locali non avesse a sua volta un costo.