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	<title>Migranti Blog &#187; asilo politico</title>
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		<title>Lo straniero che ha fatto richiesta di asilo politico non può richiedere il permesso di soggiorno di lungo periodo</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 21:17:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Curzi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.migrantiblog.it/files/2009/11/black-woman-with-child.jpg" alt="black woman with child" width="230" height="232" class="alignleft size-full wp-image-687" /><strong>A rigore non ci sarebbe stato bisogno di un&#8217;apposita circolare del ministero dell&#8217;Interno (n° 5234/2009) per segnalarlo: il permesso di soggiorno di lungo periodo (ex carta di soggiorno) è rilasciato a chi, avendo già un altro tipo di permesso di soggiorno, si trova in Italia da 5 anni.</strong> A sua volta, si tratta di un titolo preliminare all&#8217;acquisizione della cittadinanza, peraltro limitata dall&#8217;introduzione del recente pacchetto sicurezza. Perciò abbiamo a che fare con un documento di rilascio successivo rispetto al permesso di soggiorno ordinario, il cui presupposto è dovuto a motivi di lavoro, studio o assistenza familiare e sanitaria. Siccome chi presenta domanda di asilo politico non ha bisogno di dichiarare nessuno di tali presupposti ma semplicemente la repressione dei diritti civili o politici nello Stato d&#8217;origine, ne deriva che l&#8217;aver presentato istanza di asilo e, a maggior ragione, l&#8217;averne ottenuto il riconoscimento, impedisce di ottenere anche il rilascio del permesso di soggiorno di lungo periodo. Inoltre, <strong>va detto che lo status di asilante è transitorio (può venir meno se, ad es., nello Stato d&#8217;origine il sistema delle libertà civili e politiche cambia per effetto di un nuovo Governo), mentre quello di soggiornante di lungo periodo è tendenzialmente stabile</strong> (foto: Google.com). </p>
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		<title>Verso un nuovo diritto d&#8217;asilo europeo?</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 22:47:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Curzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 21 ottobre la Commissione Europea ha proposto alcune misure volte da un lato a migliorare la protezione di chi ha diritto all’asilo politico, dall&#8217;altro a un’armonizzazione delle procedure UE. Si tratta in particolare di una modifica alle normative attuali; una è la direttiva sulla qualifica e sullo status delle persone bisognose di protezione internazionale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://www.migrantiblog.it/blog/2009/10/22/verso-un-nuovo-diritto-dasilo-europeo/parlamento_europeo2-2/' rel="attachment wp-att-436"><img src="http://www.migrantiblog.it/files/2009/10/parlamento_europeo2-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" class="alignnone size-medium wp-image-436" /></a> Il 21 ottobre la Commissione Europea ha proposto alcune misure volte da un lato a migliorare la protezione di chi ha diritto all’asilo politico, dall&#8217;altro a un’armonizzazione delle procedure UE. Si tratta in particolare di una modifica alle normative attuali; una è la direttiva sulla qualifica e sullo status delle persone bisognose di protezione internazionale, l’altra è la direttiva sulle procedure di asilo. Le misure previste offrono una maggiore protezione alle vittime di persecuzioni, come richiesto dal Consiglio europeo nel patto sull’immigrazione e l’asilo. Dunque l&#8217;obiettivo è quantomeno la definizione di canoni comuni per un diritto d&#8217;asilo europeo, affinché gli standard per il riconoscimento del diritto d&#8217;asilo siano uniformi in tutto lo spazio Schengen, e come tali portino anche le diversi corti nazionali investite di eventuali cause a decidere non più in base alla normativa nazionale, producendo eventualmente anche ulteriori disparità di trattamento, ma secondo un criterio unico.</p>
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		<title>Asilo politico, la Corte Costituzionale tedesca sospende le espulsioni verso la Grecia</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 03:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Curzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una settimana fa la Corte Costituzionale tedesca (Bundesverfassungsgericht) ha bloccato l’espulsione verso la Grecia di un profugo iracheno. Non si tratta di una decisione definitiva, e infatti per ora la forma è quella dell&#8217;ordinanza e non della sentenza, ma se vi fosse conferma si tratterebbe di una decisione storica. La Corte ha ritenuto che l’attuale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://www.migrantiblog.it/blog/2009/09/17/asilo-politico-la-corte-costituzionale-tedesca-sospende-le-espulsioni-verso-la-grecia/bundesverfassungsgericht/' rel="attachment wp-att-335"><img src="http://www.migrantiblog.it/files/2009/09/bundesverfassungsgericht.jpg" alt="" width="250" height="188" class="alignnone size-medium wp-image-335" /></a><strong>Una settimana fa la Corte Costituzionale tedesca (Bundesverfassungsgericht) ha bloccato l’espulsione verso la Grecia di un profugo iracheno. Non si tratta di una decisione definitiva, e infatti per ora la forma è quella dell&#8217;ordinanza e non della sentenza, ma se vi fosse conferma si tratterebbe di una decisione storica.<br />
La Corte ha ritenuto che l’attuale prassi seguita dalla Grecia – qualora sia il primo paese di transito di un profugo e quindi responsabile della pratica d’asilo ai sensi del Trattato di Dublino – non garantisce adeguatamente i diritti dei profughi, relegandoli in uno stato di marginalizzazione.  </strong><br />
 Con un espresso richiamo al diritto comunitario, la Corte ha affermato che il principio di solidarietà verso i profughi richiedenti asilo va anteposto al primato della competenza territoriale in materia d’asilo se il paese responsabile della pratica non garantisce adeguatamente i diritti dei profughi. <strong>In sintesi: non si può essere espulsi verso uno Stato che non ti permettere di formulare richiesta d&#8217;asilo. Un principio senz&#8217;altro meritevole da affermare, ma che rischia di diventare un alibi per il malfunzionamento della giustizia e della pubblica amministrazione greca.  </strong></p>
<p><span id="more-334"></span></p>
<p>La sentenza è stata valutata favorevolmente dalle organizzazioni umanitarie impegnate nella tutela del diritto d’asilo, prima fra tutte Pro Asyl. Il portavoce di quest’ultima organizzazione, Karl Kopp, ha sottolineato come l’ordinanza sia giunta dopo che oltre settanta tribunali amministrativi tedeschi hanno bloccato le espulsioni denunciando le gravi disfunzioni relative alle procedure di esame delle domande di asilo politico in Grecia.</p>
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		<title>Usa/ Amministrazione Obama verso il diritto d’asilo alle donne straniere vittime di violenze</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Aug 2009 03:37:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Curzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’amministrazione Obama dichiara di voler estendere il diritto d’asilo alle donne straniere vittime di abusi e di violenze. Si tratta di un segnale di profonda discontinuità con la precedente politica dell’amministrazione Bush, che si era dimostrata irremovibile in materia. Eppure Bush junior, nativo del Texas ed ex governatore della Florida &#8211; stato ad alta incidenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://www.migrantiblog.it/blog/2009/08/22/usa-amministrazione-obama-verso-il-diritto-d%e2%80%99asilo-alle-donne-straniere-vittime-di-violenze/abused-woman/' rel="attachment wp-att-228"><img src="http://www.migrantiblog.it/files/2009/07/abused-woman-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-228" /></a><strong>L’amministrazione Obama dichiara di voler estendere  il diritto d’asilo alle donne straniere vittime di abusi e di violenze.</p>
<p>Si tratta di un segnale di profonda discontinuità con la precedente politica dell’amministrazione Bush, che si era dimostrata irremovibile in materia. </strong>Eppure Bush junior, nativo del Texas ed ex governatore della Florida &#8211; stato ad alta incidenza di maltrattamenti sulle donne &#8211;  non era certo all&#8217;oscuro del vissuto di violenza da cui provenivano numerose donne centro e sudamericane, e che resta una dolorosa realtà resa ancor più lacerante dalle proporzioni del fenomeno. </p>
<p><strong>L&#8217;attuale nuovo governo americano si è espresso in relazione a questo tema sollecitato anche da una traumatica vicenda giudiziaria avvenuta presso la corte d’appello per l’immigrazione di San Francisco. </strong>Qui in aprile si è presentata una donna messicana, L.R.,  richiedendo asilo politico e dicendo di temere di poter essere uccisa dal marito, a causa  delle numerose violenze rimaste impunite nel suo Stato.</p>
<p><span id="more-227"></span></p>
<p>Secondo i documenti raccolti dal tribunale di San Francisco, la donna sarebbe stata ripetutamente picchiata dal marito, stuprata e sottoposta a sequestro: infine l&#8217;uomo, dopo averne scoperto lo stato di gravidanza, avrebbe tentato di arderla viva.  Una storia simile a quella di Rody Alvarado, guatemalteca, la cui odissea giudiziaria per ottenere la cittadinanza negli Stati Uniti è iniziata nel 1996 e a oggi non si è conclusa. Un altro paio di casi si erano verificati presso la Corte di New York, con alterne sentenze risalenti a non più di un mese fa. </p>
<p>Ora, dopo l&#8217;insediamento dell’amministrazione Obama, è forse in arrivo una svolta: <strong>il presidente americano ha infatti deciso di concedere l’asilo alle donne maltrattate, sia pur introducendo alcuni criteri di selezione. Sembra già che debbano restarne fuori &#8211; almeno per ora &#8211; le donne scampate a mutilazioni genitali, che però già ora possono richiamarsi alla Convenzione di Ginevra sui rifugiati, poiché le mutilazioni vengono considerate alla stessa stregua di un atto di tortura (ad es., è questo il principio accolto dalla Corte federale di New York per riconoscere in sede di appello il diritto di asilo di due donne della Guinea, vittime di mutilazioni genitali).</strong>  Lo stesso governo Obama sottolinea comunque come il nuovo provvedimento «non significa che ogni vittima di violenze domestiche potrà trovare asilo», cioè che una prossima legge dovrà fissare i requisiti da osservare per la formulazione delle richieste d&#8217;asilo di questo tipo. C&#8217;è solo da augurarsi che le maglie delle normativa avvenire non siano troppo strette. </p>
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		<title>Quanto afferma il Governo è falso: le leggi sull&#8217;immigrazione di Marche e Toscana sono in linea anche con il principio di sussidiarietà</title>
		<link>http://www.migrantiblog.it/blog/2009/07/23/quanto-afferma-il-governo-e-falso-le-leggi-sullimmigrazione-di-marche-e-toscana-sono-in-linea-anche-con-il-principio-di-sussidiarieta/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 01:39:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Curzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella nota informativa che spiega le presunte cause dell&#8217;impugnazione delle due leggi regionali davanti alla Corte Costituzionale, il Governo afferma che «tali leggi, disciplinando ed agevolando il soggiorno degli stranieri che dimorano irregolarmente nel territorio nazionale, incidono sulla disciplina dell&#8217;ingresso e del soggiorno degli immigrati che, come più volte affermato dalla Corte Costituzionale è riservata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://www.migrantiblog.it/blog/2009/07/23/quanto-afferma-il-governo-e-falso-le-leggi-sullimmigrazione-di-marche-e-toscana-sono-in-linea-anche-con-il-principio-di-sussidiarieta/gonfalone_regionetoscana/' rel="attachment wp-att-234"><img src="http://www.migrantiblog.it/files/2009/07/gonfalone_regionetoscana-181x300.jpg" alt="" width="181" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-234" /></a>Nella nota informativa che spiega le presunte cause  dell&#8217;impugnazione delle due leggi regionali davanti alla Corte Costituzionale, il Governo afferma che «tali leggi,  disciplinando ed agevolando il soggiorno degli stranieri che dimorano irregolarmente nel territorio nazionale,  incidono sulla disciplina dell&#8217;ingresso e del soggiorno degli immigrati che, come più volte affermato dalla Corte Costituzionale è riservata allo Stato, in quanto ricompresa nelle materie &#8216;diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all&#8217;Unione europea&#8217; e &#8216;immigrazione&#8217;». </p>
<p><span id="more-233"></span></p>
<p> In contrario è fin troppo facile obiettare che <strong>le leggi regionali tanto discusse appaiono del tutto in linea con il principio europeo di sussidiarietà, in base al quale le regioni, e in generale tutti gli enti locali,  apprestano le funzioni di prossimità nella tutela delle situazioni giuridiche in corso di definizione, quali sono &#8211; almeno fino a prova contraria &#8211; il riconoscimento dell&#8217;asilo politico e il diritto a ottenere il permesso di soggiorno sul territorio italiano. Si tratta tutt&#8217;al più di una tutela assimilabile a quella cautelare amministrativa , nulla di definitivo e dunque nulla di contrario alle prerogative dello Stato centrale, che rimane responsabile del procedimento di riconoscimento dello status di rifugiato. Anche il primato del nuovo testo sulla sicurezza resta intatto, nel bene e nel male. Tanto più che l&#8217;impugnativa voluta dal Governo ne svela la malafede: se, come ha detto a più riprese anche il ministro del Welfare Sacconi, il nuovo testo sulla sicurezza non è retroattivo, allora chi è già in Italia nei territori di Marche e Toscana possiede semmai qualche forma di tutela in più, ma di certo non può contravvenire alla legge statale. </strong>E per il futuro gli eventuali contrasti normativi non sussistono, poiché si tratta di situazioni tutelate a livello locale solo in via provvisoria (cioè in attesa del permesso di soggiorno o del riconoscimento del diritto di asilo). Niente di nuovo sotto il sole, dunque. Tranne un esecutivo che vuol mostrare il pugno di ferro senza averne la tempra, e che invece bada soltanto a tenere stretti i cordoni della borsa.   </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cassazione: la richiesta di asilo politico formulata dopo un decreto di espulsione non ne blocca l&#8217;esecutività</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 00:53:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Curzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con la recente sentenza n. 11264/2009 la corte di Cassazione ha stabilito che la richiesta di asilo per motivi politici non blocca la procedura di espulsione. Restano infatti validi sia l&#8217;ordine di allontanamento del questore sia il decreto del prefetto, poiché la procedura amministrativa non si sospende. Tuttavia &#8211; aggiungiamo sommessamente &#8211; la normativa europea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://www.migrantiblog.it/blog/2009/06/22/cassazione-la-richiesta-di-asilo-politico-formulata-dopo-un-decreto-di-espulsione-non-ne-blocca-lesecutivita/pseelettronici/' rel="attachment wp-att-121"><img src="http://www.migrantiblog.it/files/2009/06/pseelettronici-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-121" /></a><strong>Con la recente sentenza n. 11264/2009 la corte di Cassazione ha stabilito che la richiesta di asilo per motivi politici non blocca la procedura di espulsione.  Restano infatti validi sia l&#8217;ordine di allontanamento del questore sia il decreto del prefetto,  poiché la procedura amministrativa non si sospende. </strong></p>
<p><strong> Tuttavia &#8211; aggiungiamo sommessamente &#8211; la normativa europea sullo spazio Schengen prevede che se uno straniero avanza richiesta d&#8217;asilo in uno dei paesi europei non può proporla nuovamente in altri: ne deriva che da un lato non dovrebbe essere espulso, poiché lo Stato d&#8217;origine potrebbe violare effettivamente la Convenzione di Ginevra; ma d&#8217;altro canto non può &#8211; secondo la Cassazione &#8211; neanche evitare di ottemperare al decreto di espulsione.</strong> Quindi non gli resta che diventare clandestino in qualche altro paese limitrofo e richiedere notizie all&#8217;ambasciata sull&#8217;esito della sua pratica di asilo politico in Italia per poi eventualmente rientrare. Una soluzione più contorta di questa è difficile da ipotizzare. </p>
<p><span id="more-120"></span></p>
<p> In attesa del deposito del testo integrale della sentenza, non è ancora possibile sapere con certezza se, nel caso deciso dalla Corte, la richiesta di asilo politico sia stata formulata dopo che l&#8217;extracomunitario aveva già ricevuto il decreto di espulsione. Nel qual caso sarebbe forse fondato il sospetto che si tratti solo di un espediente per prendere tempo al di là di reali discriminazioni subìte. Ma in caso contrario <strong>finché gli Stati europei, con buona pace delle loro corti giudiziarie al seguito, continueranno a rimpallarsi in questo modo le responsabilità sull&#8217;accoglimento dei migranti eventualmente oggetto di discriminazione nei paesi d&#8217;origine, avremo a lungo un&#8217;immigrazione priva di stabilità, incontrollata e in cui le organizzazioni criminali non tarderanno a infiltrarsi. A danno sia degli Stati nazionali sia di chi emigra per lavorare e vivere onestamente.  </strong></p>
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