Scritto Mercoledì 11 Novembre 2009 da Massimiliano Curzi
A rigore non ci sarebbe stato bisogno di un’apposita circolare del ministero dell’Interno (n° 5234/2009) per segnalarlo: il permesso di soggiorno di lungo periodo (ex carta di soggiorno) è rilasciato a chi, avendo già un altro tipo di permesso di soggiorno, si trova in Italia da 5 anni. A sua volta, si tratta di un titolo preliminare all’acquisizione della cittadinanza, peraltro limitata dall’introduzione del recente pacchetto sicurezza. Perciò abbiamo a che fare con un documento di rilascio successivo rispetto al permesso di soggiorno ordinario, il cui presupposto è dovuto a motivi di lavoro, studio o assistenza familiare e sanitaria. Siccome chi presenta domanda di asilo politico non ha bisogno di dichiarare nessuno di tali presupposti ma semplicemente la repressione dei diritti civili o politici nello Stato d’origine, ne deriva che l’aver presentato istanza di asilo e, a maggior ragione, l’averne ottenuto il riconoscimento, impedisce di ottenere anche il rilascio del permesso di soggiorno di lungo periodo. Inoltre, va detto che lo status di asilante è transitorio (può venir meno se, ad es., nello Stato d’origine il sistema delle libertà civili e politiche cambia per effetto di un nuovo Governo), mentre quello di soggiornante di lungo periodo è tendenzialmente stabile (foto: Google.com).
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Tag:asilante, asilo politico, carta di soggiorno, diritti civili, ministero dell'interno, permesso di soggiorno
Scritto Giovedì 22 Ottobre 2009 da Massimiliano Curzi
Il 21 ottobre la Commissione Europea ha proposto alcune misure volte da un lato a migliorare la protezione di chi ha diritto all’asilo politico, dall’altro a un’armonizzazione delle procedure UE. Si tratta in particolare di una modifica alle normative attuali; una è la direttiva sulla qualifica e sullo status delle persone bisognose di protezione internazionale, l’altra è la direttiva sulle procedure di asilo. Le misure previste offrono una maggiore protezione alle vittime di persecuzioni, come richiesto dal Consiglio europeo nel patto sull’immigrazione e l’asilo. Dunque l’obiettivo è quantomeno la definizione di canoni comuni per un diritto d’asilo europeo, affinché gli standard per il riconoscimento del diritto d’asilo siano uniformi in tutto lo spazio Schengen, e come tali portino anche le diversi corti nazionali investite di eventuali cause a decidere non più in base alla normativa nazionale, producendo eventualmente anche ulteriori disparità di trattamento, ma secondo un criterio unico.
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Tag:asilo politico, direttiva, diritto di asilo, immigrazione, procedure di asilo, Schengen
Scritto Giovedì 17 Settembre 2009 da Massimiliano Curzi
Una settimana fa la Corte Costituzionale tedesca (Bundesverfassungsgericht) ha bloccato l’espulsione verso la Grecia di un profugo iracheno. Non si tratta di una decisione definitiva, e infatti per ora la forma è quella dell’ordinanza e non della sentenza, ma se vi fosse conferma si tratterebbe di una decisione storica.
La Corte ha ritenuto che l’attuale prassi seguita dalla Grecia – qualora sia il primo paese di transito di un profugo e quindi responsabile della pratica d’asilo ai sensi del Trattato di Dublino – non garantisce adeguatamente i diritti dei profughi, relegandoli in uno stato di marginalizzazione.
Con un espresso richiamo al diritto comunitario, la Corte ha affermato che il principio di solidarietà verso i profughi richiedenti asilo va anteposto al primato della competenza territoriale in materia d’asilo se il paese responsabile della pratica non garantisce adeguatamente i diritti dei profughi. In sintesi: non si può essere espulsi verso uno Stato che non ti permettere di formulare richiesta d’asilo. Un principio senz’altro meritevole da affermare, ma che rischia di diventare un alibi per il malfunzionamento della giustizia e della pubblica amministrazione greca.
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Tag:asilo politico, Bundesverfassunggericht, Corte costituzionale, espulsione, Grecia, marginalizzazione, paese di transito, profughi, trattato di Dublino
Scritto Sabato 22 Agosto 2009 da Massimiliano Curzi
L’amministrazione Obama dichiara di voler estendere il diritto d’asilo alle donne straniere vittime di abusi e di violenze.
Si tratta di un segnale di profonda discontinuità con la precedente politica dell’amministrazione Bush, che si era dimostrata irremovibile in materia. Eppure Bush junior, nativo del Texas ed ex governatore della Florida – stato ad alta incidenza di maltrattamenti sulle donne – non era certo all’oscuro del vissuto di violenza da cui provenivano numerose donne centro e sudamericane, e che resta una dolorosa realtà resa ancor più lacerante dalle proporzioni del fenomeno.
L’attuale nuovo governo americano si è espresso in relazione a questo tema sollecitato anche da una traumatica vicenda giudiziaria avvenuta presso la corte d’appello per l’immigrazione di San Francisco. Qui in aprile si è presentata una donna messicana, L.R., richiedendo asilo politico e dicendo di temere di poter essere uccisa dal marito, a causa delle numerose violenze rimaste impunite nel suo Stato.
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Tag:amministrazione, asilo politico, corte federale, donne maltrattate, mutilazioni genitali, New York, Obama, rifugiati, San Francisco, USA
Scritto Giovedì 23 Luglio 2009 da Massimiliano Curzi
Nella nota informativa che spiega le presunte cause dell’impugnazione delle due leggi regionali davanti alla Corte Costituzionale, il Governo afferma che «tali leggi, disciplinando ed agevolando il soggiorno degli stranieri che dimorano irregolarmente nel territorio nazionale, incidono sulla disciplina dell’ingresso e del soggiorno degli immigrati che, come più volte affermato dalla Corte Costituzionale è riservata allo Stato, in quanto ricompresa nelle materie ‘diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea’ e ‘immigrazione’».
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Tag:asilo politico, Corte costituzionale, diritto di asilo, leggi regionali, principio di sussidiarietà, Unione Europea
Scritto Lunedì 22 Giugno 2009 da Massimiliano Curzi
Con la recente sentenza n. 11264/2009 la corte di Cassazione ha stabilito che la richiesta di asilo per motivi politici non blocca la procedura di espulsione. Restano infatti validi sia l’ordine di allontanamento del questore sia il decreto del prefetto, poiché la procedura amministrativa non si sospende.
Tuttavia – aggiungiamo sommessamente – la normativa europea sullo spazio Schengen prevede che se uno straniero avanza richiesta d’asilo in uno dei paesi europei non può proporla nuovamente in altri: ne deriva che da un lato non dovrebbe essere espulso, poiché lo Stato d’origine potrebbe violare effettivamente la Convenzione di Ginevra; ma d’altro canto non può – secondo la Cassazione – neanche evitare di ottemperare al decreto di espulsione. Quindi non gli resta che diventare clandestino in qualche altro paese limitrofo e richiedere notizie all’ambasciata sull’esito della sua pratica di asilo politico in Italia per poi eventualmente rientrare. Una soluzione più contorta di questa è difficile da ipotizzare.
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Tag:area Schengen, asilo politico, Convenzione di Ginevra, Corte di Cassazione, decreto di espulsione, normativa europea, ordine di allontanamento, procedura amministrativa