Varese, ucraina cardiopatica rifiuta il ricovero: «Non portatemi in ospedale, ho paura»
La donna, un’ucraina cardiopatica che lavora come badante di un’anziana nel Varesotto, ha avuto un malore alla stazione e malgrado tutto rifiutava il ricovero: «No ospedale, io no documenti», continuava a ripetere la donna, secondo quanto riferito da un lettore che ne ha informato la testata Varesenews.
Non è la prima volta che si verificano casi simili, complice anche una pubblica amministrazione che ha maldestramente anticipato le peggiori interpretazioni delle più controverse innovazioni normative in materia di sicurezza.
Tra gli effetti più deleteri del nuovo testo sulla sicurezza – che entrerà in vigore sabato 8 agosto – c’è la paura generalizzata cui sono già ridotti molti immigrati. Il Governo ha un bel dire che quanti erano in Italia già da prima non rischiano nulla: in termini normativi, tutto ciò è ineccepibile. Ma si dimentica che la pubblica amministrazione italiana spesso interpreta le nuove leggi in modo miope o conservatore, incorrendo altrettanto spesso in errori che richiedono anche lunghe trafile giudiziarie per essere scoperti e sanzionati. Tutto ciò che può accadere nel frattempo, va spesso a discapito dell’immigrato: chi viene in Italia per lavorare è ancor più frustrato nelle sue aspettative quando è costretto ad affidarsi a una burocrazia che, già di per sé non sempre efficiente, diventa persino incomprensibile a un migrante soprattutto a causa dei tempi di attesa e di evidenti fattori linguistici. L’incertezza degli ultimi giorni in merito alla questione se iscrivere o meno i figli degli immigrati irregolari all’anagrafe, è piuttosto eloquente: ministero dell’Interno e Questure si sono contraddette sino a portare a una nota ufficiale del Viminale, il che non è bastato; in alcune province le Questure centrali hanno emanato a loro volta un’altra nota ufficiale contenente una specie di interpretazione autentica della legge, a favore di chi partorisce senza permesso di soggiorno. Ma la paura persistente degli immigrati è la spia più evidente che una simile normativa è tutt’altro che orientata a creare legalità, semplicemente si appresta a spostare la soglia della visibilità verso alcune categorie di migranti (colf, badanti) che usufruiranno della sanatoria a discapito di altre (i lavoratori stagionali) sempre più a rischio di illegalità, rese prede ancor più facili delle organizzazioni criminali.