Lazio: immigrati 11,8% di quelli in Italia, in 2010 +10,6%

Popolazione immigrata

Popolazione immigrata

Il Lazio, con 497.940 residenti stranieri e 565mila presenze regolari stimate ad inizio 2010 ed una crescita del 10,6% rispetto all’anno precedente, è tra le regioni più interessate dall’immigrazione, ospitando l’11,8% degli immigrati presenti in Italia.

E , in Lazio, la provincia di Roma polarizza l’81,5% delle presenze, con 405mila residenti, 300 mila dei quali nella Capitale. Sono i dati che emergono dal settimo rapporto dell’Osservatorio romano sulle migrazioni realizzato dalla Caritas diocesana di Roma in collaborazione con la Provincia e la Camera di Commercio di Roma, presentato oggi a Roma.

Secondo il direttore della Caritas romana, monsignor Enrico Feroci, “anche in questa fase di crisi economica si aggiungono annualmente alla popolazione romana migliaia e migliaia di stranieri tra nuovi nati, famiglie che si ricongiungono e nuovi lavoratori che arrivano dall’estero.

In questo contesto percepisco però – e non sono il solo – che il clima relazionale nella nostra città è cambiato, nel senso di una maggiore chiusura agli immigrati”.

“Questo – ha proseguito monsignor Feroci – avviene proprio quando di loro c’è più bisogno, ed i dati economici lo dimostrano. Questa contraddizione va portata maggiormente all’attenzione di politici, amministratori, uomini di cultura, giornalisti e quanti altri possono incidere su un positivo cambiamento affinché si affermi un’idea dell’immigrazione più giusta”.

L’immigrazione – ha aggiunto Lorenzo Tagliavanti, vice presidente della Camera di Commercio di Roma e direttore Cna Roma – è un fenomeno sociale, ma è anche un fenomeno economico. Il lavoro degli immigrati, sia esso autonomo o dipendente, nel nostro Paese, infatti, produce l’11% del Pil.

Un dato che dimostra come in questa lunga fase di difficoltà sia stato determinante il contributo fornito dalla componente proveniente dall’estero”.

Fonte by notizie.virgilio.it

Foto by ilgiornale.it

Articoli simili

Leave a Reply