Lazio: Eures-Upi, lavoratori immigrati al servizio economia regionale
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Rapporto Upi Lazio-Eures 2010
Oltre il 10% degli occupati nel Lazio e’ di origine straniera (10,3%), un valore significativamente superiore a quello medio nazionale (8,1%) che colloca il Lazio al 4* posto in Italia per incidenza di lavoratori stranieri.
Lo rende noto il Rapporto Upi Lazio-Eures 2010, presentato oggi a Roma dal presidente dell’Upi Lazio Edoardo Del Vecchio e dal presidente dell’Eures Fabio Piacenti. Il Lazio, con 6,8 imprenditori per 100 abitanti registra un’incidenza inferiore a quella media nazionale (pari a 8,3), ma una piu’ forte dinamica di crescita, pari a +6,8% sul 2008 (+4,5% in Italia).
In termini assoluti il numero piu’ elevato di imprenditori stranieri si registra a Roma che presenta una dinamica di crescita superiore alle altre province (+7,5% rispetto al 2008), seguita da Frosinone, Latina, Viterbo e Rieti.
La quota prevalente di imprenditori risulta di nazionalita’ romena (19,2%). Seguono i bengalesi (12%), i marocchini (9,3%), i cinesi (7,7%), gli egiziani (5,1%) e i nigeriani (pari al 3,5%). Nel Lazio, in particolare, le rimesse degli immigrati hanno sfiorato nel 2009 i 2 miliardi di euro rappresentando l’1,1% del Pil regionale. La quasi totalita’ delle rimesse proviene dal territorio di Roma, che con 1,79 miliardi di euro, pari ad oltre un quarto di quelle inviate dall’Italia, guida la graduatoria nazionale seguita da Milano e Prato. E’ la comunita’ cinese a registrare la quota prevalente delle rimesse, pari al 46,1% di quelle regionali.
Fonte by asca.it
Foto by consorzioparsifal.it