Oltre 5.1 mln di immigrati, crescono clandestini

Clandestini

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Continua a crescere il numero degli immigrati in Italia che ormai ha superato i 5.101.000.

E, nonostante le nuove misure esplicitamente volute per combattere la clandestinità, aumenta anche il numero degli irregolari, più 126 mila nell’ultimo anno, per complessivi 544 mila (10,7%).

A fornire le stime del fenomeno è la Caritas Italiana che ha organizzato a Valderice (Trapani) un incontro internazionale sull’immigrazione nel Mediterraneo.

Un incontro, alla vigilia della Giornata mondiale del rifugiato che ricorre il 20 giugno, che si concluderà con la sigla della ‘Carta di Trapani’, un impegno di collaborazione per assistere i migranti, riconoscere loro la dignità che è giusto che abbiano, proporre progetti concreti.

Le 12 Caritas (fra le quali, la Libia, la Grecia, il Marocco, il Libano, l’Egitto) hanno posto unanimemente una questione politica, che riguarda i singoli governi e l’Europa: no alla repressione e agli approcci restrittivi, va privilegiato il rispetto dei diritti umani.

Sotto accusa in particolare, per quanto rigurda l’Italia, i respingimenti via mare. Tanto che il rappresentante dell’Unhcr, Paolo Artini, ha ipotizzato il “rischio per l’Italia di violazione della Convenzione di Ginevra sui rifugiati”.

La sfida del grande fenomeno dell’immigrazione – è stato detto – passa invece per l’integrazione che vuol dire aumentare la tolleranza ed incrementare la immigrazione regolare. Un richiamo è giunto anche alla chiesa che – ha detto mons.

Domenico Mogavero, presidente della Commissione giuridica della Cei – “non deve dare copertura a certi atteggiamenti di rifiuto e larvato razzismo e xenofobia che emergono qui e là. Dobbiamo uscire da situazioni un po’ di neutralità e di silenzio nel quale a volte ci rifugiamo.

 Dobbiamo invece proporre nuove provocazioni alla politica e alle istituzioni del paese. L’immigrazione – ha osservato – è ineludibile. Nessuno vorrebbe lasciare la sua terra per piacere, quello è il turismo, non l’immigrazione”.

E a riprova che la durezza non paga, anche da noi aumentano gli immigrati clandestini. Non più disponibile la rotta Libia-Lampedusa, che comunque rappresentava una minoranza, l’80% degli irregolari continua ad entrare via terra o dalle coste dell’Adriatico.

Ma gran parte dei nuovi irregolari sono le vittime della crisi; persone che e perdendo il lavoro perdono anche il permesso di soggiorno ed entrano nella clandestinità.

Intanto oggi il Censis ha reso noto che in Italia circa un terzo degli immigrati lavora in nero.

Tre su 10 guadagnano meno di 800 euro e circa la metà lavora a tempo indeterminato.

Il 77% degli immigrati maggiorenni svolge un’attività lavorativa regolare. Più di due terzi sono impiegati nel settore terziario, nell’ambito dei servizi (40,7%) e del commercio (22,5%).

Dal punto di vista della condizione lavorativa, prevalgono gli occupati a tempo indeterminato (sono il 49,2% del totale), il 24,8% ha un impiego a tempo determinato, il 9,7% svolge un lavoro autonomo o ha un’attività imprenditoriale.

Fonte by Ansa.it

Foto by aoirghe.files.wordpress.com

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