Immigrazione: scontro Lega-Fini
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Ministro dell'Interno
Il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, torna all’attacco sui temi dell’immigrazione in un intervista rilasciata al magazine del Corriere della Sera, Sette, in edicola giovedi: “In Francia hanno ipotizzato di togliere la cittadinanza al marito di una donna sorpresa a guidare col niqab. L’avessi fatto io!”. E’ ormai evidente il distacco con il Presidente della Camera, Gianfranco Fini.
“Perché quella di Sarkozy è una destra moderna e noi della lega siamo sempre considerati dei buzzurri?”, si sfoga Maroni che sulla proposta dei finiani del Pdl di concedere la cittadinanza agli immigrati dopo cinque anni, dice: “Dieci anni di attesa sono giusti.
E la cittadinanza deve essere un premio per l’integrazione, non uno strumento per raggiungerla”.
Riguardo l’introduzione dello ius soli, ossia la concessione della cittadinanza a chi nasce in Italia, il Ministro dice ancora: “Io sono per lo ius sanguinis, soprattutto in questo momento storico” e alle critiche della Chiesa e in particolare di Monsignor Marchetto sull’eccessiva asprezza della lega in materia di immigrazione risponde: “tempo fa gli attacchi di Monsignor Marchetto mi dispiacevano, ora mi lasciano indifferente.
Sono ideologici”. Sulla rivoluzione federalista, che secondo Fini andrebbe maneggiata con cura, ribatte “il federalismo va realizzato. Punto” e sull’ipotesi che i conflitti tra Berlusconi e Fini rallentino il processo, dice “Bossi è stato chiaro. Se non si fa il federalismo tanti saluti e tutti a casa”.
Sulla lotta alla mafia conclude:”Abbiamo appena inaugurato l’Agenzia per i beni confiscati che sequestra i patrimoni ai malavitosi e li mette a disposizione della comunità, e abbiamo predisposto una White list, una lista degli imprenditori virtuosi da mettere in pole position per gli appalti pubblici, che partirà entro l’estate”.
Fonte by ansa.it
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