Emilia Romagna: parte la campagna yes we cash
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Per tutti quei lavoratori che non possono beneficiare del sussidio di disoccupazione, a causa dei contratti precari, atipici e discontinui, parte in Emilia Romagna una campagna denominata “Yes we cas“.
L’ assistenza sociale e previdenziale erogata normalmente ai cittadini italiani non trova la stessa applicazione per i migranti, anche se in possesso di permesso di soggiorno.
La realtà, così come la viviamo, è molto diversa da quello che proclma il Testo Unico sull’Immigrazione: “gli stranieri titolari di carta di soggiorno o di permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno sono equiparati ai cittadini italiani ai fini della previdenza e delle prestazioni, anche economiche, di assistenza sociale incluse quelle previste per (…) gli invalidi civili e per gli indigenti“.
Perchè?
Perchè con la legge finanziaria n. 388/2001 l’equiparazione viene assicurata solo ai stranieri che hanno un permesso a tempo indeterminato. Ma non è così semplice avere la carta di soggiorno continuativa e regolare, ottenibile solo dopo cinque anni, consoscere obbligatoriamente la lingua italiana, attraverso il superamento di un test presso enti competenti. Una serie di passaggi, quindi, difficilemente applicabili per la maggior parte dei migranti.
Il reddito, soprattutto, è fondamentale nella vita dei cittadini stranieri, visto l’iter da seguire, per ottenere una livello socialmente decoroso di esistenza e della possibilità di scelta, ma soprattutto centrale perchè sulla base reddituale viene riconosciuto o negato il diritto di restare, o meglio di soggiornare regolarmente.
Di fronte a simili discrimazioni ed esclusioni, il reddito minimo garantito reclamato da Yes we cash si pone appunto come strumento per affermare il principio di uguaglianza nell’accesso alla riforme del welfare e di sostegno sociale. Una campagna, quindi, che pone l’Emilia Romagna contro la politica interna del Paese in tema di immigrazione.
Fonte by mondoraro
Foto by migranti torino