Archivi di Dicembre 2009

L’integrazione in Italia: impresa difficile

fotosearchSi riporta  nel nostro blog la storia scritta da un “nero italiano”. Così si presenta nel suo racconto il migrante che racconta come si vive in Italia da “straniero nero”. Il racconto vuole essere uno spunto di riflessione verso i migranti che raggiungono l’Italia per vedere migliorare le loro condizioni di vita e che spesso si sento, invece, ai margini della società.

Buona lettura!!!

tratto da: http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/immigrati-13/nero-italiano/nero-italiano.html

Sono italiano e ho la pelle nera. Un black italiano, come mi sono sentito dire al controllo dei passaporti dell’aeroporto di Boston da africane americane addette alla sicurezza. Ma voi avete idea di cosa significa essere italiano e avere la pelle nera proprio nell’Italia del 2009?

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Il Natale dei migranti a Terlizzi

01Dura la replica di Vincenzo di Tria, sindaco del comune di Terlizzi, per l’accusa, da parte del Pdl,  di insensibilità verso i migranti che occupano una struttura in rovina alla perifieria della città.

Il primo cittadino si dichiara sorpreso per la presa di posizione del Pdl proprio per i respingimenti politici che ha caratterizzato la loro bandiera, sopratutto negli ultimi tempi.

Il Sindaco coglie l’occassione per chidere al Pdl una collaborazione ma prima ancora chiede la modifica della legge n. 94 del luglio scorso contro i migranti, varata proprio dal governo Berlusconi, e dare quindi la possibiltà agli amministratori comunali ed ai tutti i cittadini di prestare assistenza ai migranti senza violare la legge dello Stato.

Dichiarazioni del Sindaco, Vincenzo di Tria.

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Sempre più difficile diventare italiani

cameraE’ stato adottato ieri dalla  Commissione Affari Costituzionali della Camera un testo base sulla cittadinanza proposto da Isabella Bertolini, deputata Pdl, con regole ancora più severe di quelle vigenti.

Tra le tredici proposte, presentate da esponenti di maggioranza e opposizione a Palazzo Montecitorio, spunta quella bipartisan firmata dal deputato Pd Andrea Sarubbi e del Pdl Fabio Granata: ”dimezzare il tempo necessario all’ottenimento della cittadinanza e darla subito alle nuove generazioni”.

Per Isabella Bertolini, invece, gli immigrati prima di diventare cittadini dovrebbero comunque risiedere regolarmente per almeno dieci anni in Italia e frequentare anche corsi obbligatori di storia e cultura italiana ed europea, educazione civica e Costituzione. Inoltre i loro figli nati nel nostro Paese potrebbero chiedere la cittadinanza solo dopo aver compiuto 18 anni, ma a patto di aver frequentato con profitto tutta la scuola dell’obbligo.

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Immigrazione: arrivano i chiarimenti per colf e badanti

ccnl-colf-badanti-300x290Il prefetto, Mario Marcone, capo dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione ha emanato una circolare inerente numerose segnalazioni alla procura del lavoro irregolare per colf e badanti.  

Anche nel caso in cui un rapporto di lavoro sia stato interrotto prima della conclusione della procedura prevista presso lo Sportello Unico, il datore di lavoro deve presentarsi, accompagnato dal lavoratore, presso lo Sportello Unico per formalizzare la rinuncia al rapporto di lavoro e ad avere diritto alla conseguente estinzione dei reati e degli illeciti amministrativi, come previsto dalla legge”.  

Inoltre dovrà versare i contributi relativi al percorso lavorativo di cui ha usufruito, mentre il lavoratore potrà chiedere il rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione.

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Immigrazione: ancora scontri nel Pdl

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 Resta alta la tensione nel centro destra sui diritti da concedere agli immigrati.

Dai borghi di Roma, precisamente nel centro di accoglienza di Capodarco, il presidente della Camera, Gianfranco Fini torna sull’argomento. “E’ una sciochezza pensare che il voto agli immigrati sarebbe un vantaggio per la sinistra. E poi si può difendere il presepe quanto si vuole, come ha fatto Umberto Bossi inaugurandone uno a Milano invitando gli italiani a metere uno in ogni casa. Se si guarda il presepe si vede che è pieno di extracomunitari, a cominciare dai Re Magi”.

Si consolida sull’argomento l’asse tra il presidente, Gianfranco Fini, l’ex leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini e Giuseppe Pisanu, figura rilevante all’interno del Pdl.

Il trio dichiara inammissibile l’esclusione degli immigranti clandestini dal processo breve e la negazione del diritto di cittadinanza ai giovani e ai bambini, per il timore di favorire la sinistra.

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Napoli, scende in campo la solidarietà

squadra calcio solidarietàA Napoli con grande successo si coniuga perfettamente lo sport alla solidarietà.

Stiamo parlando dell’Afronapoli United, un esempio concreto di integrazione tra ragazzi di etnie diverse. Tredici sono gli atleti napoletani e diciassette quelli senegalesi, provenienti da nazionalità differenti: Senegal, Costa D’Avorio, Nigeria, Tanzania e Tunisia.

Il loro sogno è diventare la seconda squadra sportiva della città napoletana.

Con questa esperienza nasce una diversa forma di integrazione: una squadra multietnica che insieme si allena, gioca e socializza, per superare ogni forma di xenofobia. Sarà così molto più semplice apprendere per loro la nostra lingua e le nostre abitudini. Ma non solo, anche per noi italiani diventa molto più facile conoscere meglio le loro abitudini e la loro cultura.

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Bari, un convento per l’integrazione dei migranti

integrazione2Il convento delle religiosas de Maria Inmaculada accoglie ogni giorno ragazze provenienti da ogni parte del mondo. Il convento presente nel capoluogo pugliese e gestito dalle “suore spagnole”, così chiamate perché anche loro straniere, diventa il punto cruciale di integrazione per vivere e lavorare nella metropoli barese e nei comuni di provincia.

Il loro più grande ostacolo è il preconcetto, si perché proprio sotto questo punto di vista Bari sembra essere indietro di mille anni luce. In molti arrivano dal Nord Africa e dai Paesi dell’Est, tutti con storie molto simili: dall’ arrivo con i barconi allo sfruttamento tra loro.

Proprio da qui nasce l’esigenza di realizzare una rete di accoglienza che sembra essersi trasformata in un vero e proprio ufficio di collocamento e consorziate con l’ Api Colf a livello nazionale. Tra i lavori più richiesti vi è l’assistenza agli anziani sino a seguire le collaborazioni domestiche, spesso con contratto part time.

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L’immigrazione clandestina fa paura

PauraPiù del 50% degli italiani guarda con paura all’immigrazione clandestina.

Gli italiani sono sicuri che il numero degli immigrati sia molto superiore rispetto a quello reale, dal 6% secondo i dati ISTAT al 23%, secondo la percezione degli intervistati. Cresce, quindi, la percezione di considerare l’immigrazione più un problema che un opportunità.

Questo è uno dei dati più rilevanti emerso dal rapporto “Transatlantic Trends: Immigration” realizzato dal German Marshall Fund of the United States e dalla Compagnia di S. Paolo. L’indagine condotta, focalizza, più da vicino, le opinioni dei cittadini dei Paesi europei (Gran Bretagna, Germania, Italia, Spagna, Olanda) e dei cittadini degli Stati Uniti

Il 73% degli italiani è sicuro che l’illegalità provochi un aumento di criminalità, contro il 38% dei francesi. Il pubblico francese, infatti, è stato fra tutti gli intervistati il più positivo sulle dichiarazioni di carattere generale sugli immigrati clandestini, dalle condizioni di lavoro agli effetti sulla società.

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Immigrati in Toscana, una risorsa da valorizzare

Immigrati ToscanaSecondo una ricerca condotta dall’Istituto regionale di programmazione economica dal titolo Toscana 2030, scenari per il futuro, nel 2030 in Toscana gli immigrati saranno il 19% della popolazione.

Già oggi gli immigrati che vivono in Toscana contribuiscono al Pil regionale e alla ricchezza delle banche in quanto, spiega Irpet, nel solo 2008 gli immigrati residenti in Toscana hanno spedito nei loro Paesi ben 851 milioni di euro, più del doppio di quanto avevano spedito due anni prima nel 2006 (394 milioni) e quasi cinque volte quanto avevano spedito nel 2004 (185 milioni).

Ciò vuol dire che gli immigrati che vivono in Toscana possono essere considerati più ricchi degli immigrati che vivono in altre regioni? Possibile, visto il gran numero di aziende sul territorio, specie del tessile, che utilizzano manodopera straniera per sopravvivere.

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Sogni di sabbia. Storie di migranti, un volume per capire la complessità del fenomeno

sognidisabbiaSogni di sabbia. Storie di migranti edito da Infinito edizioni è il nuovo libro dedicato al fenomeno della migrazione che sarà presentato a Roma sabato 5 dicembre nell’ambito della manifestazione Più libri, più liberi.

Il volume è stato curato da Sandro De Luca con la prefazioni di Yasmina Khadra e Ubah Cristina Ali Farah ed un testo di Gad Lerner. L’introduzion è di Sandro De Luca e le fotografie del fotografo algerino Kays Djilali.

I protagonisti del libro, un gruppo di emigranti, raccontano le difficoltà che devono superare tutti quelli che sono costretti a lasciare il paese d’origine; partiti dal Congo, dal Niger, dal Mali, dal deserto del Sahara, sono tanti quelli che non vedranno mai l’Europa perchè bloccati nei Paesi del Maghreb, in un limbo da cui non riescono piu’ a uscire.

“Nessuno considera clandestino”,
scrive nel lbro Gad Lerner, “lo straniero irregolare che bada a sua madre, gli pota la vigna o fa le pulizie nel condominio. Clandestini sono sempre gli altri: buttateli fuori!”.

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