Primo marzo 2010 sciopero degli stranieri
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Dopo il successo raggiunto dal gruppo “No B Day”, nato su facebook, prende forma un nuovo gruppo nel mondo del social network: “1° marzo 2010: sciopero degli stranieri”, che in pochi giorni ha raccolto più di 2600 adesioni. L’iniziativa si collega al movimento che da qualche mese, in Francia, sta organizzando lo sciopero degli immigrati per il 1° marzo 2010.
Obiettivo del gruppo è “uscire il prima possibile dal web per creare comitati cittadini a stretto contatto con gli immigrati, non sempre collegati ai social network.
Il manifesto dimostra come al movimento aderiscano persone di ogni genere, movimento, fede, orientamento politico, educazione, immigrati uniti dalla consapevolezza di quanto sia importante, sotto il profilo sociale, culturale ed economico, il contributo dell’immigrazione al nostro Paese.
“L’astensione dal lavoro, lo sciopero degli acquisti, o una semplice presenza in piazza, sono le modalità per far sentire la nostra voce, indicate nel manifesto pubblicato dai creatori del gruppo”, spiega così Stefania Ragusa, ideatrice del gruppo insieme a Daimarely Quinterno.
Il manifesto denuncia che “ la fatica quotidiana degli immigrati impegnati a lavorare nel nostro Paese e per il nostro Paese, spesso in condizioni durissime e in violazione dei più elementari diritti umani, venga riconosciuta e apprezzata e che finisca la politica dei due Paesi e delle due misure, nelle leggi e nell’agire delle persone”, conclude Stefania.
Foto by primomarzo2010blogspot
Gennaio 5th, 2010 at 9:29 am
Questo è nostro tempo, “adelante” immigrati!!!
Gennaio 9th, 2010 at 4:01 pm
Sono d’accordo.
Occorre però convincere i lavoratori italiani e i sindacati che è arrivata l’ora di una scioero di tutti. Lavoratori italiani e immigrati non possono sentire di essere su due opposte sponde. E in questo momento particolarmente drammatico invito a rileggere il libro di Stella, L’orda, e i fatti drammatici contro gli emigrati italiani in Francia (Aigues Mortes) cento anni fa.
Gennaio 9th, 2010 at 4:19 pm
i neri vengono dall africa in europa. nessuno li ha chiamati. la stragrande maggioranza deli popoli europei non li vogliono. e ora che i capi di governo, l’elite dell europa che per motivi di potere fa venire questi poveri disperati si renda conto che adesso basta, perche un giorno la collera del popolo si liberera su di loro.
Gennaio 9th, 2010 at 4:24 pm
i neri vengono dall africa in europa. nessuno li ha chiamati. la stragrande maggioranza deli popoli europei non li vogliono. e ora che i capi di governo, l’elite dell europa che per motivi di potere fa restare questi poveri disperati si renda conto che adesso basta, perche un giorno la collera del popolo si liberera su di loro.
Gennaio 9th, 2010 at 4:58 pm
Salve, sono slovena, quindi non più extracomunitaria, ma parteciperò lo stesso
allo sciopero del 1.4. Vorrei tanto che l’italia si svegli, noi non togliamo, anzi.
ci vorebbe uno sciopero di tutte le badanti e operai e professionisti, stranieri
non solo extracomunitari per far capire quale è il nostro apporto. mi sa che quelli che più ne avrebbero bisogno non ce la faranno a scioperare tale sarà la pressione dei datori di lavoro.
se un giorno tutti i poveri e sfruttati del mondo ne avessero abbastanza…
come fate a rimpinguarsi quando la gente muore di fame? guardate un po’ dalla finestra delle vostre casette…
Gennaio 9th, 2010 at 5:37 pm
è ora che queste persone si facciano sentire contro questo governo razzista!
Gennaio 9th, 2010 at 5:37 pm
si ma sciopero generale di tutti i lavoratori e di tutti i sindacati!!!!!!!
Gennaio 9th, 2010 at 5:41 pm
[...] pubblico, che deve essere gestito con alto senso di responsabilità del governo”.Il movimento ‘Primomarzo 2010′ ha scelto il web per lanciare velocemente la propria proposta e l’impatto è stato immediato. [...]
Gennaio 9th, 2010 at 5:58 pm
Dove era Maroni negli anni passati e chi ha occupato il posto di ministro degli interni dal 2001 ad oggi, con la parentesi di Amato per meno di due anni ?
Le affermazioni del ministro dovrebbero portarlo a rassegnare immediatamente le dimissioni, dal momento che le principali responsabilità di gestione del ministero dell’interno sono state proprio sue, a parte il breve periodo del governo Prodi, che non riuscì neppure a modificare la legge Bossi-Fini, perno dello scambio politico affaristico che ha portato ( e mantenuto) le destre al governo in Italia. Anche per il cedimento della cd. opposizione che prima ha aperto la strada all’imbarbarimento della disciplina dell’immigrazione e poi, in politica estera, ha assecondato tutte le scelte di Berlusconi e Maroni, ancora nel febbraio 2009, quando il parlamento ha approvato a larga maggioranza i pattugliamenti congiunti e gli accordi con la Libia (auspicati a suo tempo anche da Napoletano e D’Alema). E neppure una parola da vera opposizione oggi, mentre il ministro Maroni porta a suo merito la riduzione dei naufragi nel Canale di Sicilia, frutto della contrazione ( oltre il 90 per cento in meno) delle partenze dalla Libia, senza preoccuparsi, e soprattutto senza fare sapere che in quel paese decine di migliaia di immigrati in transito, privi di documenti di viaggio, sono imprigionati nelle carceri e nei centri di detenzione di Gheddafi, e lì sottoposti quotidianamente ad ogni tipo di ricatti e di abusi, proprio per effetto degli accordi tra Italia e Libia.
Neanche un cenno critico sulle migliaia di potenziali richiedenti asilo, come gli irakeni e gli afgani, che il nostro personale di polizia e la guardia di finanza respingono quotidianamente alle frontiere portuali dell’Adriatico ( Venezia, Ancona, Bari) all’arrivo dei traghetti provenienti dalla Grecia. Persone che semplicemente non esistono, come ha risposto il governo italiano alle richieste di informazione della Corte Europea dei diritti dell’Uomo presso la quale è aperto un procedimento contro l’Italia e la Grecia.
Nessuno che ricordi a Maroni i suoi fallimenti “storici”, non parliamo di integrazione e di coesione sociale, ma anche se si vuole considerare soltanto il risultato dell’attività repressiva del suo ministero nei diversi governi Berlusconi, da un punto di vista meramente contabile. Senza ricordare il dolore e la frustrazione che le scelte legislative e le prassi applicative hanno disseminato tra gli immigrati in Italia, un dolore ed una frustrazione che in futuro potrà moltiplicare per cento “rivolte” come quella vissuta a Rosarno in questi giorni.
Esistono cifre ufficiali desumibili dai documenti raccolti dalla Commissione De Mistura nel 2007 e dai dati forniti dal ministero dell’interno o raccolti nei dossier annuali della Caritas, che dimostrano senza possibilità di smentita come ogni inasprimento delle politiche migratorie sortisca un solo effetto: l’aumento incontrollato della clandestinità, come è ampiamente comprovato dal numero di persone irregolari già presenti in Italia che in passato, ogni anno, tentavano la strada della regolarizzazione successiva avvalendosi del decreto flussi, o si avvalevano delle periodiche regolarizzazioni concesse dal governo, nel 2002 e nel 2009. Provvedimenti confezionati “su misura” non certo per ridurre la clandestinità ma per venire incontro alle esigenze dei datori di lavoro che avevano alle proprie dipendenze immigrati in condizione irregolare.
Nel 2001, ad esempio, nel pieno della applicazione della legge Turco- Napoletano, le espulsioni erano state 58 mila quelle intimate e 34 mila quelle effettivamente eseguite. Nel 2002, con la introduzione della legge Bossi-Fini, erano state disposte 88.501 espulsioni, ma la percentuale tra le persone espulse e quelle effettivamente allontanate era rimasta sempre intorno al 50-60%, come durante i governi di centrosinistra degli anni 1998-2000. Già nel 2002 si notava però un leggero decremento. Se si considera infatti che circa 62.500 persone espulse “mediante intimazione” non avevano lasciato il territorio nazionale e si confronta questo dato con quello degli anni precedenti (le persone in questa situazione erano 40.000 nel ’98, 64.000 nel ’99, 58.000 nel 2000), il dato delle espulsioni effettivamente eseguite in quell’anno si attestava attorno alle 26.000 persone.
Anche se su questi dati è sempre stata polemica, è utile ricordare che per il ministero dell’interno le persone effettivamente espulse o rimpatriate sarebbero state 37.756 (40.951 per la Commissione De Mistura) nel 2003, 35.437 nel 2004 e 26.985 ( 34.660 per la Commissione De Mistura nel 2005), e soltanto 24.902 nel 2006. Non si può dunque negare che per quattro anni consecutivi, dopo la entrata in vigore della legge Bossi-Fini, è diminuito il numero delle persone rimpatriate, il che attesta i limiti delle strategie di contrasto dell’immigrazione irregolare sulle quali il centrodestra ha costruito i suoi successi elettorali.
Questi dati sono comunque nettamente superiori rispetto a quelli degli anni più recenti. Ed infatti sono state appena 6.553 le espulsioni di immigrati irregolari ”effettivamente eseguite” nel 2008, e attorno alle 9.000 quelle eseguite nel 2009, con un calo ancora più evidente proprio nella seconda parte dell’anno con l’entrata in vigore del “pacchetto sicurezza”.
Sono cifre ufficiali desumibili dai dati forniti dal ministero dell’interno o raccolti nei dossier annuali della Caritas che dimostrano come ogni inasprimento delle politiche migratorie sortisca un solo effetto: l’aumento incontrollato della clandestinità, e questo dato è ampiamente comprovato dal numero di persone che ogni anno tentavano la strada della regolarizzazione “successiva” avvalendosi del decreto flussi, o si avvalevano delle periodiche regolarizzazioni. Si badi bene regolarizzazioni elargite dal governo per venire incontro ai gruppi sociali di riferimento, nel 2002 i piccoli imprenditori e nel 2009 le famiglie, non per ridurre la clandestinità ma per venire incontro alle esigenze di quei datori di lavoro che avevano alle proprie dipendenze immigrati in condizione irregolare. Negli ultimi due anni del governo di destra dunque, le espulsioni effettivamente eseguite si sono ridotte a poche migliaia, sempre sotto le diecimila persone all’anno, a fronte di un numero di immigrati irregolari che oggi oscilla tra 700.000 ed un milione di persone. Di cosa si vanta oggi il ministro dell’interno? Di chi sono se non sue e del suo governo le responsabilità della crescita esponenziale della condizione di “clandestinità ?
Gennaio 9th, 2010 at 6:23 pm
Sono italiano, iscritto cgil-FP, lo sciopero deve essere indetto dai sindacati e coinvolgere
anche i lavoratori italiani.
A.M.
Gennaio 9th, 2010 at 6:29 pm
Solidarietà agli immigrati di Rosarno:quanto è successo laggiù mi fà morire di vergogna.
La bossi Fini,in vigore da otto anni,ha costretto a vivere in situazioni inumane queste persone e tolto loro ogni dignità e le ha costrette ad accettare ogni tipo di avvilimento e di sopruso..La Lega e la destra prendano atto del loro fallimento:non è perseguitando gli immigrati e facendoli vivere in condizioni bestiali che si risolve il problema dell’immigrazione.La Lega ha mostrato la sua assoluta incapacità e incompetenza.Maroni si assuma la responsabilità di questi fatti.Non è possibile che un Paese una volta civile come l’Italia accetti queste aberrazioni e mostruosità
Gennaio 9th, 2010 at 6:29 pm
[...] movimento ‘Primomarzo 2010′ ha scelto il web per lanciare velocemente la propria proposta e l’impatto è stato immediato. [...]
Gennaio 9th, 2010 at 6:55 pm
è un bene che i migranti si comincino ad organizzare in comitati e sindacati e colloquino
con il mondo del lavoro già presente in Italia. Male che invece il sindacato su questo
sia stato poco attivo. In passato i militanti dei sindacati cercavano di sindacalizzare i
contadini che ancora erano legati alla vecchia mentalità latifondista, è bene che si ritorni
a questo tipo di interazione.
Gennaio 9th, 2010 at 6:57 pm
Io sarò con voi, per la difesa dei diritti dei lavoratori, di tutti i lavoratori. E se i sindacati hanno interesse veramente alla difesa dei diritti dei lavoratori, dovranno esserci anche loro. Forza!!!
Gennaio 9th, 2010 at 7:27 pm
Concordo in pieno con Massimo Says e chiedo alla CGIL, in particolare, di organizzare una raccolta fondi da destinare agli immigrati per permettere loro di sostenere uno sciopero più lungo di una giornata. Il fondo dovrebbe servire soprattutto per quegli immigrati che vivono e sono schiavizzati in alcune zone d’Italia, vedi Rosarno. Ora che il problema è stato risolto a Rosarno con la cacciata degli immigrati, forse perchè avevano finito di raccogliere gli agrumi, un sciopero da tutte le attività per qualche settimana si potrebbe organizzarlo con i fondi di cui parlavo sopra a Cerignola anche in memoria del Compagno Di Vittorio. (La C maiuscola non causale, è voluta).
Gennaio 9th, 2010 at 7:39 pm
non al razzismo siamo tutti personi umani. rispettiamoci una a l’altro .
e poi siamo qui solo per lavorare niente altro. (scoperò contro razzismo)
Gennaio 10th, 2010 at 2:35 am
Un po’ di luce dopo aver vissuto il buio della caccia all’uomo nero, perche’ aveva osato ribellarsi alla mafia dei campi e degli agrumeti, un po’ di luce dopo tante dichiarazioni ipocrite solleticanti lo stomaco e l’umorale atteggiamento italiota, un po’ di luce per un futuro di tolleranza, rispetto, e azione congiunta per ribaltare il degrado civile che viviamo. Negli ultimi giacciono le residue possibilita’ di riscatto, il loro sara’ il miglioramento di tutti, loro cittadini noi meno sudditi capaci di nuovo di affermare i valori fondanti della costituzione…….
Gennaio 10th, 2010 at 2:35 am
Galera per chi sfrutta il lavoro nero.
Espulsione per chi è clandestino.
Giustizia e legalità in Italia, per tutti, italiani e stranieri.
Perchè quanto accaduto a Rosarno, indipendentemente dalle motivazioni, non si ripeta.
Ricordatevi che chi lavora in nero non contribuisce in nessun modo al benessere dell’Italia.
Gennaio 10th, 2010 at 2:37 am
Perchè il 1 marzo non diventa uno sciopero generale di tutti i lavoratori, indetto da tutti i sindacati? Solidarietà a tutti gli sfruttati! Io, cittadino italiano, parteciperò alla giornata, e promuoverò l’adesione di tutti i icolleghi. E’ una lotta per la dignità umana, non è possibile stare fermi.
Gennaio 10th, 2010 at 2:43 am
Per Libero Pensatore: se ai migranti di Rosarno venisse offerto un cointratto regolare, con adeguati dittiiii i lavoratori sranieri lo accetterebero. I lavoratori di Rosarno sono sfruttati in maniera disumana. Sono i loro sfruttatori (che non sono definibili “datori di lavoro”, non sarebbe degno per i “datori” regolari)
Gennaio 10th, 2010 at 3:26 am
Infatti io ho scritto “galera per chi sfrutta il lavoro nero”.
Ma attenzione, anche chi lavora in nero è un delinquente, perchè non produce nulla per la crescita della nostra società.
Conosco molti immigrati che preferiscono prendere più soldi in nero che meno con un lavoro regolare, e per molti la nostra nazione non è altro che un posto da succhiare al massimo per poi tornarsene ricchi al loro paese.
Occorre discriminare le realtà, perchè se è vero che non devono esserci immigrati sfruttati, non devono esserci nemmneo immigrati che si fanno i loro comodi nella nostra nazione.
Da qui si desume che la soluzione è una sola: GIUSTIZIA RAPIDA, EFFICIENTE ED EFFICACE. Chi delinque va in galera e ci resta, e vedrete che italiani ed immigrati saranno tutelati
Gennaio 10th, 2010 at 4:23 am
Azienda che si occupa di distribuzione e consegne di quotidiani, illustrati periodici, settimanali e
menssili nella regione di ALTO ADIGE e composta da 93% di operai extracomunitari.
Praticamente in un eventuale sciopero di loro comporterebe un bllocco tottale di carta stampata
nelle edicole.
Gennaio 10th, 2010 at 4:31 am
Era ora!!!!
Perfavore non dimenticate:
1) Esistono italiani GFDP ( grandisissimissimi figli di puttana).
2) Chi sono? Al primo posto metto tutti i castaioli e gli IMAM che in casa hanno la schiava a 200 euro mese, 24 ore x 356 gg anno a disposizione, tugurio assicurato, cibo scarso e avanzato,abiti dismessi, etc. preferiscono le Filippine perchè cattoliche e sottomesse. Ma non disdegnano le schiave dell’Est. Ukraine e Slave.
Le signore schiaviste delle caste della media e grande ricchezza non hanno colore politico. Anzi molte stronze sprogolono in TV, sentenziando buonismo e correttezza.
3) Quelli che prendono lo stipendio per controllare e se ne fottono.
Divertitevi voi a fare la lista, io metto solo ” I sindacalisti”
4)I giornalisti che si perdono dietro alle stronzate dei massimi sistemi per metterlo nel culo ai cittadini. Avete mai letto o ascoltato che gli schiavi vengono in Italia solo perchè devono stare nella famosa percentuale dei disoccupati?. Bene adesso lo sapete. Si fanno entrare gli immigrati solo perchè devono fare i disoccupati che vanno in giro a cercare lavoro. Così si è trovato un sistema a gratis per tenere il costo del lavoro al minimo, o al di sotto del minimo. W I SINDACATI. (ironico!!!)
5) tutti quei cittadini che partecipano all’abboffata di soldi attraverso gli affitti d’oro.
6) A tutti quei cattolici che rompono, ricordo loro che da Cristo (GRANDE) alla fine della schiavitù formale passarono ben 1870 anni. Russia 1870 Alessandro fecit.
7) A tutti gli IMAM ricordo che nei paesi arabi formalmente non esiste la schiavitù, ma solo formalmente. Chiedere ai Pakistani.!!!
8)Agli agricoltori italiani che magnificano i prodotti e si dimenticano le comuni leggi sul lavoro.
Buona Giornata a tutti da Schiavonia.
Gennaio 10th, 2010 at 5:43 am
la giornata del primo marzo andrebbe ulteriormente rafforzata con queste proposte:
“siamo tutti stranieri con questo regime” e quindi proporre l’allargamento dello sciopero a tuttti. In caso di manifestazioni proporre lo striscione modificato del più famoso dell’autunno caldo “Nord – Sud (del Mondo) Uniti nella lotta”.
Predisporre magliette ed adesivi con un logo e la scritta “siamo tutti stranieri con questo governo”
Parallelamente preparare una petizione/sottoscrizione firme a tutte le ambasciate e consolati stranieri in Italia affinchè intervengano presso il governo italiano e presso l’Assemblea dell’Onu per chiedere la fine del sostegno alla xenofobia, alle discriminazioni, al razzismo a danno degli immigrati.
Attivare la rete dei contatti con ong e associazioni all’estero con le quali valutare la possibilità del lancio di una campagna di boicottaggio internazionale del “made in Italy”, come successe con l’Austria di Haider.
Il primo marzo davanti alle ambasciate italiane all’estero, striscioni con scritta “fine discriminazioni e xenofobia o boicottaggio made in Italy”.
Le scuole possono mettere in piedi una grande giornata di appoggio e solidarietà.
Gennaio 10th, 2010 at 6:21 am
Sempre piu vergognosa questa cultura italiana. Fino a dove si spingeranno mi chiedo?
Tutto ciò non è altro che l’espressione di una cultura superficiale instaurata da un abile squadra
al potere. Hanno lavorato su questo progetto da anni e pian piano lo vediamo realizzarsi sottoi nostri occhi
Basta vedere un colore diverso della pelle per attribuire delle colpe che nemmeno hanno. Superficialità
come la grande maggioranza del popolo italiano degli ultimi tempi.
Gennaio 10th, 2010 at 6:55 am
http://www.youtube.com/watch?v=NBq1Z5YwKLY
Gennaio 10th, 2010 at 5:24 pm
Credo che lo sciopero debba coinvolgere solo gli immigrati, per far capire a questi ignoranti
l’importanza che gli stranieri rivestono in questa piccola società provinciale e razzista che è
l’Italia. Per fortuna che molti iniziano a tirarsene fuori. Io per esempio mi vergognavo di dire
che ero Italiano già da un pezzo, oggi mi vergogno di dire anche che sono Calabrese.
Per fortuna che ci sono gli stranieri a tirare un pò su le sorti di questa Italietta fatta di politici
corrotti e di mafiosi senza cuore e cervello.
Questa è la vostra protesta, per quel che mi riguarda ci verrò da ospite, ma non estendiamo la protesta
e non la politicizziamo, questa è una protesta per i diritti umani, vien da se che la classe politica
attuale, razzista, ne è la principale accusata. Ma non crediamo noi di sentirci innocenti perchè
fino a quando l’Italiano medio non cambierà nessuno si potrà sentire innocente di fronte
a tutto questo!
Gennaio 10th, 2010 at 6:40 pm
Così ci sfruttano e calpestano i nostri diritti. Descriminazione degli immigrati.
Dalla parte mia sto facendo anche tutto il possibile anche per sollevare il mio caso personale anche presso i media di ogni livello (locali, regionali e nazionali) in quanto è un caso tipico della discriminazione e di maltrattamento degli immigrati in Italia. Dopo i fatti di Rosarno una parte della società può essere interessata di capire perché sono successi questi fatti e che davvero gli immigrati subiscono in Italia i maltrattamenti di ogni genere. Voglio arrivare alla verità sulla mia vicenda per poter dimostrare agli immigrati sfruttati che è possibile di far pagare i propri sfruttatori denunciando loro alle autorità. Voglio far arrivare ai politici che per combattere la riduzione in schiavitù, il lavoro in nero e la clandestinità, per prevenire i problemi successi a Rosarno è necessario di consentire rilascio dei permessi di soggiorno per motivi di protezione umanitaria agli immigrati che denunciano i propri sfruttatori.
Vi sto mandando un’articolo uscito oggi (10 gennaio 2010) sul quotidiano LIBERAZIONE (www.lberazione.it).
Storia di Sergiy Sakharov e dei suoi datori di lavoro
«Così ci sfruttano e calpestano i nostri diritti»
«Quando ho sentito dei fatti di Rosarno ho pensato che quella è una storia che mi riguarda, lo sfruttamento di quei lavoratori, le discriminazioni che subiscono, le ho conosciute anche io». A parlare è Sergiy Sakharov, cittadino ucraino residente in Italia, costretto suo malgrado a ricordare i tempi in cui era un “irregolare”. Sergiy vive in Italia dal dicembre 1998, trafila comune ad oltre il 70% dei tanti migranti oggi regolarmente soggiornanti: ingresso con visto turistico valido 3 mesi e poi la ricerca di una difficile regolarizzazione lavorativa. «Sapevo già dove andare – racconta – e i primi 90 giorni li ho passati facendo il tuttofare (cameriere, lavapiatti, giardiniere, pulitore ecc…) in una azienda di agriturismo in provincia di Lecce. Lo stipendio era allora di 10.000 lire al giorno, con giornate lavorative che andavano dalle 10 alle 12 ore. Un piatto rotto, un lavoro non eseguito in tempo e la paga veniva decurtata». Ha accettato queste condizioni in cambio della promessa di una regolarizzazione – allora era possibile- e i datori di lavoro avevano in effetti inoltrato le pratiche, tanto che Sergiy è tornato a casa e ad aprile del 1999 è rientrato presentando in tempo i documenti necessari per un permesso di soggiorno temporaneo, valido tre mesi. Ma a questi padroni, l’idea di un contratto regolare non piaceva affatto, quindi rinviavano continuamente l’adempimento alla promessa fatta, nel frattempo arriva la bella stagione, l’azienda si riempie di turisti, le ore di lavoro giornaliere diventano 14- 16, la paga resta uguale. Anzi, dato che la stanchezza faceva compiere a Sergiy altri errori nel lavoro, le decurtazioni crescevano. Gli hanno fatto pagare anche la cena di un funzionario della questura, per facilitare la sua regolarizzazione. Passati 4 mesi, permesso scaduto, l’azienda fa ottenere a Sergiy un altro permesso temporaneo di 3 mesi, ma il contratto non arriva e lui, ottenuti i documenti, se ne va denunciando i gestori dell’azienda all’ispettorato del lavoro. La denuncia viene accolta e il lavoratore viene assunto (post factum) da aprile ad agosto 1999, per quel periodo però non ottiene neanche una lira. Da allora un periodo da ospite – con possibilità di uscire nell’allora Cpt gestito dal famigerato don Cesare Lo Deserto, poi una sistemazione in una casa e la ricerca di una vita migliore. «Ho provato anche a parlare con i miei datori di lavoro – racconta – Li ho avvisati prima di andare da loro, li ho incontrati, padre madre e figlio di 22 anni, più alto e forte di me, e mi hanno proposto di chiudere la questione dandomi 250. mila lire, a condizione di firmare una carta in cui dicevo di non avanzare più pretese nei loro confronti. Mi sono rifiutato dicendo che la somma era ridicola, per tutta risposta hanno chiamato i carabinieri dicendo che mi avrebbero fatto espellere». Ai carabinieri i tre, dichiararono che Sergiy avava proferito minacce dicendo alla proprietaria “ti faccio fuori”. «All’epoca il mio italiano non era un gran che – dice oggi Sergiy – ma una frase del genere, da linguaggio malavitoso non l’ho mai detta. Avrò detto “ti faccio pagare”, nel senso che volevo i miei soldi, non di più». Anzi pare che la frase in questione “ti faccio fuori” sia stata pronunciata dalla datrice di lavoro e Sergiy l’aveva all’epoca interpretata come un “ti faccio buttare fuori”. Il lavoratore, portato in caserma ha denunciato i suoi aguzzini sia per sfruttamento di lavoro irregolare che per le condizioni di schiavitù subite. Sergiy Sakharov dopo pochi mesi ha lasciato la Puglia cercando di dimenticare:«Quello che ho vissuto mi fa ancora male». E se ne è andato in Emilia Romagna. Si è iscritto all’università, lavora decentemente e oggi risiede nei pressi di Ravenna, ma alla fine dell’anno il passato gli è tornato addosso. Una lettera, proveniente dal Tribunale di Lecce in cui gli si ingiungeva di pagare le spese per un processo a suo carico di cui nessuno lo aveva informato. Accusato e condannato per lesioni e minacce di morte – pena prescritta e passata sotto indulto – era stato condannato nell’aprile del 2006. A Lecce aveva lasciato tutti i suoi recapiti alle autorità ma nessuno lo aveva chiamato mai. Ora ha pochi giorni per presentare ricorso, per oltre 3 anni quella sentenza è rimasta fra le scartoffie di un tribunale e oggi ripiomba come una spada di Damocle. Non è la spesa che spaventa Sergiy, è l’indignazione per una ingiustizia subita e sono le preoccupazioni per il futuro. Sta per inoltrare la domanda per ottenere la cittadinanza italiana. Questa sentenza potrebbe risultare ostativa all’ottenimento di un suo diritto. Una persecuzione lunga 10 anni a cui Sergiy Sakharov continua a volersi ribellare.«Continuerò a procedere legalmente contro chi mi accusa – dichiara – avrei dimenticato ma ora non posso più».
Gennaio 10th, 2010 at 7:48 pm
Ora basta!!!
Ovunque, in ogni momento. Sul tram, in piazza, al mercato, sul lavoro, in fila, camminando..
occorre far sentire la nostra rabbia, il nostro profondo disgusto. Con le nostre parole, di
fronte ad ogni manifestazione di razzismo occorre schierarsi. Mai far passare come
“pensiero comune” anche la frase più qualunquista, lì si cela il germe del razzismo.
Devono sapere che non li lasceremo soli, che i migranti non sono soli.
Propongo di indire uno sciopero di solidarietà di tutti i lavoratori italiani, oltre naturalmente
ogni altra forma di lotta.
Saremo in tant* come al no b day……
giovanna moretto
Gennaio 11th, 2010 at 5:17 am
Iniziativa lodevole. Non è chiaro come aderire, anche a distanza, se ci sia un gruppo su FB,
per es…
mi occupo di intercultura – avrei un’intera associazione di donne native e migranti
che vorrebbero aderire, almeno simbolicamente. oltretutto vi scrivo dal profondo Nord,
in pieno dominio leghista, dove abbiamo una voglia matta di alzare la voce per dire che
non siamo tutti Leghisti/razzisti.
vorrei anche pubblicizzare l’iniziativa sulla mia pag. FB.
posso avere informazioni più chiare?
come diceva qualcuno poco sotto…”adelante”!
Gennaio 11th, 2010 at 11:04 am
bene, ottimo, se scioperano loro sono guai, l’Italia in ginocchio, la Padania in lacrime di
coccodrillo
Gennaio 12th, 2010 at 5:33 pm
[...] movimento ‘Primomarzo 2010′ ha scelto il web per lanciare velocemente la propria proposta e l’impatto è stato immediato. [...]
Gennaio 13th, 2010 at 9:45 am
http://primomarzo2010.blogspot.com/
Gennaio 16th, 2010 at 4:58 am
Premetto che sono cittadino italiano, nato in Italia nel 1947. Condivido i timori espressi da alcuni sulla possibilità che gli immigrati irregolari possano partecipare allo sciopero. Ho sentito che si sta cercando un modo di poter dimostrare in un qualsiasi modo la volontà di dimostrare anche di coloro che non sono nelle condizioni di farlo. Credo che un modo molto civile di poter esprimere questa volontà e nello stesso tempo un modo anche di noi italiani di poter dimostrare la nostra solidarietà nei confronti di questi stranieri sia quello di rappresentare durante la manifestazione un immigrato. Mi spiego: mi farebbe piacere che qualche organizzazione, personalmente mi piacerebbe fossero i sindacati, organizzasse una lista di nomi di stranieri immigrati che condividono la manifestazione ma che non sono in condizione di aderirvi, la stessa organizzazione dovrebbe organizzare la lista di italiani disposti a rappresentare un immigrato alla manifestazione e infine la stessa organizzazione dovrebbe collegare le due liste collegando un nome di immigrato a quello di un immigrato. La persona parteciperebbe alla manifestazione riportando ben visibile il nome di colui che rappresenta su una fascia o su un corpetto di colore opportuno.
Gennaio 22nd, 2010 at 8:30 am
Interessante la proposta di Meko; se troppo complicato, o sgradito ai sindacati, iniziativa a titolo personale un italiano in rappresentanza di uno straniero
= 1for1 – messo in twitter mcc43
Gennaio 27th, 2010 at 3:42 pm
Sciopero sempre e comunque!!
Anche senza i sindacati confederali….lontani dalla realtà.
fabio cuzzola reggio calabria
Febbraio 28th, 2010 at 8:19 pm
[...] movimento ‘Primomarzo 2010′ ha scelto il web per lanciare velocemente la propria proposta e l’impatto è stato immediato. [...]
Marzo 1st, 2010 at 2:33 am
Spero che si sveglino anche gli italiani e protestino insieme, soprattutto al sud dove i lavoratori italiani e stranieri vengono sfruttati insieme agli stranieri, come le commesse dei negozi, nei supermercati, tutti gli operai che lavorano al nero e sottopagati.