Archivi di Novembre 2009

La vaccinazione contro l’influenza A spetta anche agli immigrati senza permesso di soggiorno

saluteTutte le vaccinazioni rientrano tra gli interventi di medicina preventiva garantite dal Sistema sanitario nazionale a tutti, italiani e stranieri, indipendentemente dalla regolarità della presenza di un immigrato in Italia. Gli stranieri senza il medico di base possono rivolgersi alle ASL dove non corrono alcun rischio di essere denunciati, poiché la vaccinazione rientra tra i provvedimenti per la salute pubblica, il cui rifiuto rappresenterebbe un’omissione di atto d’ufficio da parte del personale sanitario. Naturalmente, così come succede per italiani e immigrati regolari, anche tra chi non ha il permesso di soggiorno si rispetterà l’ ordine di somministrazione indicato dal Ministero della Salute. Hanno quindi la precedenza i soggetti più vulnerabili: persone già soggette a malattie gravi e donne al secondo-terzo trimestre di gravidanza.

Via StranieriinItalia

Un monumento all’inutilità del processo: reato di clandestinità, 5 condanne a Verona contro imputati irreperibili

giustiziaNemmeno i loro avvocati sanno dove si trovano in questo momento. Si tratta dei primi cinque immigrati irregolari condannati dal giudice di pace di Verona per il nuovo reato di clandestinità introdotto dal pacchetto sicurezza del Governo ed entrato ufficialmente in vigore lo scorso 8 agosto. In udienza non si è presentato neppure uno degli stranieri fermati dalle forze dell’ordine nel veronese senza il necessario permesso di soggiorno. Certo: tra i poteri del giudice di pace non rientra l’arresto e se gli immigrati sono comunque identificabili (ad es., hanno con sé il passaporto) non possono neanche essere trattenuti nei centri di identificazione ed espulsione (CIE). Nel frattempo i processi vanno avanti in contumacia e arrivano a sentenze completamente inutili. Sarà poi così strano che in Italia aumentino a dismisura le spese di giustizia senza che la giustizia migliori? Ed esiste davvero qualcuno che si sente più tranquillo dopo l’introduzione di un simile reato-farsa?

Rinnovo dei permessi di soggiorno, appuntamenti veloci in Questura: ma per le domande di emersione è un disastro

P.A.La consueta burocrazia italiana a due velocità, che oltre ai cittadini italiani miete vittime anche tra gli stranieri: mentre alcune Questure – come quella di Milano – pubblicizzano di aver dimezzato i tempi di rinnovo del permesso di soggiorno, altrove – è il caso di Napoli – le domande di emersione obbligano i richiedenti a fornire prove che dipendono dalla diligenza dei loro padroni di casa, come nel caso della planimetria che attesti l’idoneità alloggiativa dell’immobile in cui l’extracomunitario e la propria famiglia vivono, una volta formulata la domanda di sanatoria al fine di ottenere il sospirato permesso di soggiorno. Beninteso, si tratta di casi di lavoratori che un lavoro ce l’hanno e possono documentarlo. Così, dietro il lodevole intento di sfavorire gli affitti in nero e il dilagare di alloggi-dormitorio affittati a prezzi usurari, il Governo italiano ha stretto in estate l’ennesimo capestro intorno al collo di molti extracomunitari, costretti spesso a rimediare al pressappochismo dei loro padroni di casa: chi non ha la planimetria, chi invita l’inquilino a rivolgersi al catasto per ottenerla, e nel frattempo la pratica di permesso di soggiorno rischia di arenarsi, se non di ottenere un responso diretto di inammissibilità.
Se insomma si trattava di una norma sulla sicurezza, nel caso in esame (e non solo) resta la sicurezza di aver combinato un disastro.

Roma, permesso di soggiorno per protezione umanitaria ai nomadi senza precedenti penali

Taeglich Neuankoemmlinge in Fluechtlingslagern in Muzafarabad Si tratta di un permesso umanitario che serve innanzitutto a scopo di identificazione. È infatti trascorso circa un anno e mezzo dalle dichiarazioni del ministro dell’Interno Roberto Maroni, che intendeva sottoporre a un censimento i nomadi presenti sul territorio italiano e ricavarne una sorta di banca dati con tanto di impronte digitali, con lo scopo – più dichiarato che obiettivo – di evitare possibili false dichiarazioni di generalità e l’inosservanza degli obblighi di assistenza familiare dei genitori verso i loro figli. Di quell’iniziativa, che allora fece gridare allo scandalo ed evocare l’incubo delle leggi razziali, resta solo un pallido ricordo, sfumato quanto il modesto impatto di quell’attività sul benessere concreto dei bambini che a suo tempo si dichiarava di voler tutelare. Oggi a livello locale ci si accorge che non è possibile affrontare il problema sicurezza senza coinvolgere il profilo riguardante i diritti umani di chi si intende rimuovere dai campi nomadi. Comunque un bel passo avanti da parte di chi, come il sindaco di Roma Alemanno, aveva fra i suoi sodali romani di partito alcuni improbabili personaggi che pretendevano di chiudere semplicemente i campi nomadi in nome del nomadismo stesso, e di allontanarne dalla Regione gli occupanti. Per la verità anche l’ultima giunta Veltroni ci aveva messo del suo, allestendo campi nomadi oltre il raccordo anulare e scontentando sia le minoranze coinvolte sia i cittadini delle zone circostanti.
La protezione umanitaria ora prevista è di tipo sussidiario: secondo le direttive europee, viene concessa da una commissione governativa a chi non è vittima di persecuzione individuale e quindi non rientra nella definizione di rifugiato in base alla Convenzione di Ginevra. Il beneficiario è colui che, in caso di rimpatrio nel paese d’origine, è a rischio a causa di guerre, violenze generalizzate o gravi violazioni dei diritti umani. Oltre l’80% delle persone a cui viene accordata la protezione in Italia sono destinatari di un permesso di soggiorno per motivi umanitari, e non ricevono invece l’asilo politico riservato ai rifugiati.