Immigrazione: continuano gli sbarchi, ma sotto silenzio. Mentre calano i respingimenti
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Il presidente del Consiglio insiste ad affermare che gli sbarchi di immigrati sono «diminuiti del 90%» dal 5 maggio al 30 settembre: «erano 19.000 nel 2008 sono stati solo 1900 nel 2009» (fonte: AGI, Roma, 9 ott.). Piccola dimenticanza, il crescente numero delle vittime in mare a causa dei respingimenti. E il fatto che, statistiche alla mano, l’immigrazione irregolare è in minima parte dovuta agli sbarchi, mentre si attua in prevalenza via terra. Nel frattempo, a dispetto delle dichiarazioni di facciata, gli sbarchi proseguono, ma negli ultimi giorni qualcosa è cambiato. Nella settimana appena trascorsa, circa 250 persone sono riuscite ad attraversare il Canale di Sicilia, lasciando almeno 7 morti al largo di Gela. E Lampedusa non fa più notizia. D’altra parte, nessuno dei 250 migranti intercettati in alto mare è stato respinto. 105 sono finiti a Malta, gli altri in Sicilia. Eppure le autorità italiane li monitoravano da 24 ore prima del loro attracco quando erano ancora in acque internazionali. Due mesi fa avrebbero respinto tutti in Libia. Se ora non è successo, forse è perché, come avevamo scritto non molti giorni fa, le inchieste dei magistrati di Agrigento e Siracusa sulle modalità dei respingimenti hanno provocato qualche ripensamento nei vertici di Marina e Guardia di Finanza. Anche il crollo delle partenze (dovuto non ai respingimenti, ma agli arresti fatti dalla polizia libica tra gli organizzatori dei viaggi) potrebbe aver contribuito ad allentare le maglie dei respingimenti. Auguriamoci che sia l’inizio di una prassi più garantistica: un’immigrazione senza regole e un’immigrazione presidiata da regole sbagliate sono molto più assimilabili di quanto si pensi.