Per l’integrazione degli extracomunitari l’Italia investe appena 12 euro annui per immigrato
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Si è conclusa sabato scorso presso l’Università Cattolica di Milano la Seconda Conferenza Nazionale sull’Immigrazione organizzata dal Ministero dell’Interno e dell’Anci-Associazione Nazionale Comuni Italiani. Ne è emersa una raccolta significativa di informazioni e di dati, valutabili non solo in relazione al problema della sicurezza.
Sul piano nazionale, è stimato che gli extracomunitari regolari pagano 3,6 mld di euro di tasse; mentre lo Stato rende loro, con servizi vari – dalla sanità alla scuola alla casa – 886 mln di euro, un quarto. A livello scolastico regionale, gli alunni stranieri in Lombardia sono oltre 150.000 e costituiscono il 10 per cento degli alunni della Regione, perciò è singolare che vi siano sezioni con il 90% di Immigrati. Su 57.000 scuole italiane, nel 30% si rileva la presenza di immigrati, che è superiore alla media soltanto in 22 scuole. Per quanto riguarda la casa, è stato dimostrato come la percentuale di alloggi pubblici destinata agli extracomunitari sia inferiore alla percentuale della loro presenza sul territorio. A Milano – ha detto l’Assessore alla Casa Gianni Verga – in conseguenza dell’assenza trentennale di una politica nazionale del settore, oggi necessitano 20.000 alloggi di edilizia residenziale pubblica da destinare a italiani ed immigrati: è possibile offrirne soltanto 1000-1200.
Accanto a questi dati e cifre poco noti, altri più pubblicizzati: gli stranieri presenti in Italia sono oltre il 6% della popolazione, vale a dire circa 3.600.000; hanno inviato nel 2008 nei Paesi d’origine quasi 6,4 mld di euro. Sul piano della sicurezza, per quanto riguarda la criminalità violenta (omicidi, rapine, stupri ecc.), in media gli autori stranieri sono 6 volte più numerosi degli italiani nel Centro Italia, Nordest e Nordovest, 4 volte nel Sud e Isole; per la criminalità appropriativa (furti, scippi, ecc.) 15 volte superiori nel Centro, 13 nel Nordest, 11 nel Nordovest, 6 nel Sud e Isole. Ma i fondi destinati all’integrazione sono ridicoli: nel triennio 2007-2009 le risorse complessive (quota comunitaria +quota nazionale) sono state di 43 mln di euro, pari a circa 12 euro per immigrato. Quota paradossale, se si considera che per il solo rilascio del permesso di soggiorno è ormai necessario versarne almeno 80.