Napoli, il comune va in controtendenza: servizi sociali anche per gli immigrati irregolari

Si tratta di una delibera della giunta Jervolino che formalmente, per non entrare in aperto conflitto con la normativa nazionale, prevede disposizioni sia per i cittadini extracomunitari regolari, sia per tutti gli altri. La giunta di palazzo San Giacomo ha varato alcune misure a favore di stranieri comunitari ed extracomunitari, benché la dotazione patrimoniale non sia certo ricchissima, poiché ammonta a circa 3 milioni di euro.
In particolare è previsto un contributo all’affitto per gli irregolari che per qualsiasi ragione abbiano perso il permesso di soggiorno e poi, a prescindere dall’essere regolari o meno, azioni dirette all’inclusione sociale
, all’accesso ai servizi sanitari e all’istruzione. Accesso garantito attraverso la consegna di una tessera denominata Stp, «straniero temporaneamente presente». Quindi, anche al bambino di una coppia residente, ad esempio, in una località campana dove la comunità africana è particolarmente ramificata, viene garantito il diritto di frequentare la scuola.
La delibera prevede inoltre l’istituzione di una conferenza di servizi composta da Asl, Provveditorato e Prefettura che sovrintende e dirige l’erogazione dei servizi agli immigrati.
Chissà come reagirà il Governo, che ha già impugnato alcune leggi regonali (in particolare, quella toscana) davanti alla Corte Costituzionale lamentando un conflitto con i poteri dello Stato, sotto forma di eccesso di attribuzione. In questo caso tutto è fatto sottotraccia. Anziché difendersi su tutti gli improbabili fronti, al Governo converrebbe forse fare un po’ di autocritica e considerare il fatto che quando una normativa nazionale è disattesa a livello locale, essa rischia di provocare più conflitti amministrativi che altro. Perché i servizi di prossimità restano quelli erogati a livello territoriale, e le petizioni di principio contano ben poco.

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