Anche così si nega l’integrazione, scuole senza docenti per le attività alternative all’ora di religione
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Alcune scuole del Nordest, area in cui la Lega è convinta di poterla fare da padrone, hanno segnalato ben precise carenze di organico che spingono in senso opposto a una vera integrazione: segno fin troppo chiaro che chi sta al Governo l’integrazione non la vuole, o almeno preferisce che rimanga sulla carta. In seguito al cosiddetto “Clandestino day” (25 settembre), provocatoriamente denominato così proprio per sottolineare il carattere discriminatorio della recente legislazione in materia di immigrazione, alcuni istituti del padovano hanno sottolineato come a fronte di un crescente numero di iscritti di provenienza extracomunitaria, molte scuole non dispongono neanche dei fondi per reperire i docenti per le ore alternative a quelle di religione. E tutto ciò in un quadro in cui si prevedono 150.000 docenti in meno nell’arco di un triennio. Una barbarie: se è vero quanto ha detto proprio il 25 settembre il ministro Maroni nel suo contrastato intervento all’Università Cattolica di Milano, e cioè che il tasso di criminalità cresce tra gli immigrati e non tra gli italiani, bisognerebbe ricordargli che l’età media degli immigrati è molto più bassa dell’età media degli italiani, e che quindi il miglior presidio contro l’illegalità sono l’istruzione e la formazione, precisamente ciò che il Governo intende costantemente ridimensionare per far quadrare i conti.