Regolarizzazione colf e badanti, nessun boom di domande: colpa dei requisiti troppo restrittivi

Al 23 settembre sono 160.784 le domande di regolarizzazione trasmesse on line, ben al di sotto delle 500 mila previste dal ministero dell’Interno.
Le 20 ore minime di lavoro settimanale e i 20.000 euro annui di reddito minimo per le famiglie intenzionate a regolarizzare una colf e una badante hanno frenato in modo decisivo le richieste della sanatoria ideata dal Governo.
Non ci voleva molto a capirlo, tant’è che ne avevamo segnalato i rischi già dai primi di settembre su questo blog, non appena iniziato il periodo utile per accedere alla sanatoria. Troppo alti entrambi i limiti: ad esempio, per le colf, 20 ore minime da svolgersi presso la famiglia che intende regolarizzarle sono troppe. La maggior parte di loro lavora molto di più, ma per famiglie diverse.
Concepita in questo modo, una simile sanatoria rischia di innescare una discriminazione nella discriminazione.
Per quanto riguarda invece le cifre relative alle domande presentate, Sono le colf ucraine ad aver fatto il maggior numero di domande (quasi 30 mila), seguono quelle marocchine (circa 25 mila) e quelle moldave (intorno ai 23 mila).
Secondo i dati dell’Irs (Istituto per la ricerca sociale), in Italia lavorano circa 700 mila badanti straniere che costano alle famiglie un totale di quasi 10 miliardi di euro l’anno, inoltre una colf su quattro non ha il permesso di soggiorno, il 57% svolge il proprio lavoro in nero ed il 24% non riceve i contributi.

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