USA, Verso l’abrogazione del divieto di ingresso per immigrati sieropositivi
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Dopo l’apertura a favore delle donne straniere vittime di maltrattamenti, l’amministrazione Obama si dichiara favorevole a eliminare le restrizioni all’ingresso di persone sieropositive negli Stati Uniti.
Lo ha affermato Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid) Usa, dalla V conferenza dell’International Aids Society (Ias) a Città del Capo, Sudafrica. Un radicale cambiamento politico che Fauci si dice fiducioso possa essere conseguito in tempi brevi.
Il divieto di ingresso negli Usa per i sieropositivi è in vigore da 22 anni. Se verrà eliminato, ha annunciato il direttore dell’Ias, Craig McClure, la VII conferenza della società scientifica nel 2012 potrebbe tenersi a Washington. Ad accelerare questo cambio di rotta da parte del Governo Usa è stato il caso di un attivista britannico sieropositivo. Invitato lo scorso mese a parlare al Pacific Health Summit a Seattle, gli è stato negato il visto per gli Usa nonostante gli interventi di politici americani sul Consolato statunitense a Londra. Intenzione dei Centers for Disease Control and Prevention, sull’onda delle polemiche sull’episodio diventato un vero e proprio caso, e’ cancellare l’Hiv dalla lista delle malattie che impediscono l’ingresso negli USA.
Fauci ha anche annunciato la «chiara intenzione dell’amministrazione Obama e dei democratici al Congresso di rimuovere il bando federale ai fondi per i controversi programmi di riduzione del danno (needle exchange) che prevedono la distribuzione, gratuita o a un costo irrisorio, di aghi ipodermici e kit per il consumo di droghe da iniezione, tagliando i rischi di contagio». Ed è facile intuire come l’eventualità di un simile cambio di rotta sia strettamente legata alla volontà di riforma del sistema sanitario statunitense da parte dell’amministrazione Obama: qui finora avevano contato più le assicurazioni dei presìdi sanitari.