Usa/ Amministrazione Obama verso il diritto d’asilo alle donne straniere vittime di violenze

L’amministrazione Obama dichiara di voler estendere il diritto d’asilo alle donne straniere vittime di abusi e di violenze.

Si tratta di un segnale di profonda discontinuità con la precedente politica dell’amministrazione Bush, che si era dimostrata irremovibile in materia. Eppure Bush junior, nativo del Texas ed ex governatore della Florida – stato ad alta incidenza di maltrattamenti sulle donne – non era certo all’oscuro del vissuto di violenza da cui provenivano numerose donne centro e sudamericane, e che resta una dolorosa realtà resa ancor più lacerante dalle proporzioni del fenomeno.

L’attuale nuovo governo americano si è espresso in relazione a questo tema sollecitato anche da una traumatica vicenda giudiziaria avvenuta presso la corte d’appello per l’immigrazione di San Francisco. Qui in aprile si è presentata una donna messicana, L.R., richiedendo asilo politico e dicendo di temere di poter essere uccisa dal marito, a causa delle numerose violenze rimaste impunite nel suo Stato.

Secondo i documenti raccolti dal tribunale di San Francisco, la donna sarebbe stata ripetutamente picchiata dal marito, stuprata e sottoposta a sequestro: infine l’uomo, dopo averne scoperto lo stato di gravidanza, avrebbe tentato di arderla viva. Una storia simile a quella di Rody Alvarado, guatemalteca, la cui odissea giudiziaria per ottenere la cittadinanza negli Stati Uniti è iniziata nel 1996 e a oggi non si è conclusa. Un altro paio di casi si erano verificati presso la Corte di New York, con alterne sentenze risalenti a non più di un mese fa.

Ora, dopo l’insediamento dell’amministrazione Obama, è forse in arrivo una svolta: il presidente americano ha infatti deciso di concedere l’asilo alle donne maltrattate, sia pur introducendo alcuni criteri di selezione. Sembra già che debbano restarne fuori – almeno per ora – le donne scampate a mutilazioni genitali, che però già ora possono richiamarsi alla Convenzione di Ginevra sui rifugiati, poiché le mutilazioni vengono considerate alla stessa stregua di un atto di tortura (ad es., è questo il principio accolto dalla Corte federale di New York per riconoscere in sede di appello il diritto di asilo di due donne della Guinea, vittime di mutilazioni genitali). Lo stesso governo Obama sottolinea comunque come il nuovo provvedimento «non significa che ogni vittima di violenze domestiche potrà trovare asilo», cioè che una prossima legge dovrà fissare i requisiti da osservare per la formulazione delle richieste d’asilo di questo tipo. C’è solo da augurarsi che le maglie delle normativa avvenire non siano troppo strette.

Articoli simili

Leave a Reply