Bergamo, 63enne truffava gli immigrati promettendo il permesso di soggiorno

Era già successo a Lodi meno di un mese fa, ma in quel caso a essere coinvolto era un pubblico ufficiale. Stavolta è stato invece un 63enne di Bergamo, estraneo alla pubblica amministrazione ma ancor più senza scrupoli: prometteva agli extracomunitari di intervenire nelle pratiche per il rilascio del permesso di soggiorno. È stato tempestivamente smascherato dalla polizia che l’ha denunciato per truffa e millantato credito. Si tratta di un truffatore abituale degli stranieri: almeno una la vittima accertata, mentre una seconda si è insospettita e ha avvisato la polizia, che si è presentata all’appuntamento per la consegna del denaro.

Si osservi inoltre come questo tipo di reati si insinua nelle maglie di tempi amministrativi spesso intollerabili: sabato mattina, poco dopo le undici, l’uomo aveva fissato un incontro con un boliviano di 43 anni, da due anni era in attesa del permesso di soggiorno. Il sedicente mediatore gli aveva garantito di sveltire i tempi, vantando una conoscenza all’interno dell’ufficio immigrazione della Questura. Costo della sua “intercessione”, 1500 euro. Prima del versamento di un anticipo pari a 500 euro, il boliviano ha intuito l’inganno e ha avvisato la polizia, che poco dopo ha fermato il truffatore con la busta ancora in mano. In macchina aveva persino la ricevuta da consegnare al boliviano. L’uomo si è giustificato dicendo di voler aiutare l’immigrato senza alcun tornaconto: la somma era stata ricevuta «senza impegno».

Ma già lunedì mattina sul suo conto si è aggiunta un’altra denuncia: quella di una boliviana che invece gli aveva creduto, versando 1050 euro per il suo permesso di soggiorno. Dopo aver atteso invano novità in merito alla sua pratica, rimasta al punto di prima, anche lei si è rivolta alla polizia.

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