Permesso di soggiorno per gravidanza e “bambini fantasma”, le osservazioni del Viminale con convincono
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Come abbiamo già indicato su questo sito, il Ministero dell’Interno ha emanato una nota ufficiale per smentire il fatto che sia vietato iscrivere presso gli uffici anagrafici i figli nati in Italia da genitori extracomunitari privi di permesso di soggiorno. Il Governo richiama il diritto delle immigrate a richiedere il permesso di soggiorno per gravidanza, sottraendosi così allo stato di illegalità. Ma la questione non è così semplice. Una parte dei pubblici ufficiali variamente interessati al problema insistono a dire che un permesso per gravidanza non è di immediato rilascio: servono almeno alcuni documenti (dichiarazione dell´Asl, ecografie e soprattutto passaporto) che la clandestina non sempre può mettere a disposizione. Senza permesso dei genitori, si dice, il neonato potrebbe essere dichiarato in stato di abbandono.
Ma occorre aggiungere che lo stato di gravidanza non è qualcosa di invisibile, e che un pubblico ufficiale che insista a richiedere ecografie a una donna in evidente stato interessante compie un atto al limite dell’abuso d’ufficio. D’altra parte non vanno però sottovalutate le ulteriori storture del nuovo testo sulla sicurezza, che descrivono un autentico circolo vizioso: con il principio – francamente demenziale – che permette ai medici la denuncia dei clandestini, affidarsi alla sanità per ottenere un certificato da esibire in vista del permesso di soggiorno ribalta la logica di una legge che già di per sé sembra averne ben poca.