Ministero dell’Interno: nessuna norma impedisce agli immigrati l’iscrizione dei figli all’anagrafe

Il Ministero dell’Interno è dovuto correre ai ripari anche sul piano mediatico. I ripetuti affondi su diversi mezzi di informazione in merito al rischio di non poter iscrivere all’anagrafe i figli degli immigrati irregolari, hanno condotto il Viminale all’emanazione di una nota ufficiale che anticipa una probabile circolare applicativa del nuovo testo sulla sicurezza, ormai richiesta da più parti.
Per il momento, sia pure nel brutto lessico burocratese esibito spesso dai politici, si precisa che sono «destituite di fondamento» le notizie riportate oggi da alcuni organi di stampa sull’eventualità che le nuove norme inserite nel pacchetto sicurezza impediscano ai genitori non in regola con il permesso di soggiorno di iscrivere all’anagrafe il figlio nato in Italia.
Lo precisa con una nota ufficiale proprio il ministero dell’Interno, ricordando che «nessuna previsione in tal senso è contenuta nella legge appena pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Infatti, per gli atti di stato civile, tra cui rientra quello di nascita, non è richiesta l’esibizione del permesso di soggiorno, trattandosi di dichiarazioni rese, anche a tutela del neonato, nell’interesse pubblico della certezza delle situazioni di fatto
».

«Dichiarazioni – si aggiunge – che possono altresì essere rese anche dal medico, dall’ostetrica o da qualsiasi altra persona che abbia assistito al parto. Inoltre, in base al Testo unico sull’immigrazione, le straniere irregolari che hanno un figlio in Italia hanno titolo ad un permesso di soggiorno con validità fino a sei mesi dopo il parto, che può essere anche rilasciato al padre» (Adnkronos, 28 luglio).

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