Badanti e colf senza contratto, è in arrivo la «sanatoria 2+1»

È stata già definita come la sanatoria “due più uno”, perché ogni famiglia potrà mettere in regola fino a un massimo di una colf e due badanti. È forse questo l’aspetto più singolare della “regolarizzazione selettiva” che il governo sta per introdurre, sotto forma di un lungo emendamento di un articolo e 14 commi, al decreto legge anticrisi. Entrerà in vigore dal prossimo mese di settembre.

La denuncia potrà essere effettuata infatti dal 1 al 30 di quel mese, secondo l’ultima versione del testo messo a punto dal ministro del Welfare Maurizio sacconi e dell’Interno Roberto Maroni. Quante e quali sono le famiglie che possono permettersi ben tre persone al loro servizio? Per evitare sanatorie abusive occorrerà presentare la documentazione che attesti la patologia o l’handicap di chi ne fa richiesta.

Altra novità è che potranno essere messe in regola anche le assistenti familiari italiane. Quante sono? I dati dell’Inps ci dicono che, di 660 mila lavoratori domestici regolarmente registrati, soltanto il 22% è di nazionalità italiana: circa 130 mila, dunque. Applicando la stessa percentuale per le 500 mila che lavorano in nero, ne scopriamo circa 100 mila, nate e cresciute nel nostro paese. Le donne sono l’87% tra i lavoratori stranieri, ma ben il 96% fra gli italiani. Una ricerca delle Acli colf ha tracciato un identikit di queste nostre lavoratrici. In prevalenza hanno avuto un rapporto coniugale – sposate, separate o vedove – l’età è superiore ai 40 anni e svolgono lavori domestici a ore.

Potranno avviare la sanatoria solo quei datori di lavoro che alla data del 30 giugno scorso occupavano irregolarmente alle proprie dipendenze e da almeno tre mesi (dunque almeno dal 1 di aprile) colf o badanti italiane e straniere, e che continuino a occuparle alla data di presentazione della denuncia che, come si è detto, potrà essere presentata a partire dal 1 settembre.

Se il lavoratore o la lavoratrice sono italiani o comunitari, la domanda verrà effettuata all’Inps, su un apposito modulo, per le extracomunitarie, invece, sarà lo Sportello unico per l’immigrazione a raccoglierle, ma soltanto via Internet. Nel corso della procedura di regolarizzazione si sospenderebbero alcuni procedimenti penali e amministrativi eventualmente a carico di datore di lavoro e dipendente: quest’ultimo non potrà essere espulso, a meno che non abbia compiuto reati più gravi.

E per gli stranieri che lavorano clandestinamente come dipendenti di imprese? La risposta del ministro Sacconi è perentoria: «Non era possibile e non è possibile pensare a una sanatoria generalizzata per tutti i clandestini – ha detto il ministro del Welfare a Radio 24 – perché il nostro mercato del lavoro non sarebbe in grado di recepire altri flussi di lavoratori immigrati in questo momento». Però quei clandestini sono già oggi in Italia, e non si può fingere di non vederli, o espellerli in massa. «La sanatoria verrà estesa anche a tutti gli altri lavoratori che non sono alle dipendenze delle famiglie – prevede con assoluta certezza l’avvocato Marco Paggi, uno degli uomini di punta dell’Asgi, l’Associazione dei giuristi sull’immigrazione – : è inevitabile, e anche nel 2002 il provvedimento arrivò in due tappe».

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