Non solo caporalato e lavoro nero: i lavoratori stranieri e l’incubo della «doppia proprietà»

Non c’è solo il lavoro nero: l’esercito di riserva delle grandi aziende è spesso dislocato presso le piccole aziende commissionarie degli appalti. Operai stranieri che arrivano a fare 250 ore al mese, il cui lavoro è strettamente connesso alle esigenze del momento della piccola struttura che per dimensione non consente elasticità di orari e di assunzioni.

È in questo quadro che si inserisce il cosiddetto «esercito di riserva», gli ultimi degli ultimi, cioè alcune centinaia di operai che vivono ai margini della fabbrica e che vengono chiamati alla bisogna. Fenomeno nel fenomeno è quello della doppia proprietà.

Ci sono aziende che vengono amministrate insieme da uno o più italiani e da un extracomunitario, il quale serve alla società per agganciare i suoi connazionali da portare in Italia (spesso via Genova), molti dei quali arrivano in azienda grazie a lui. Si sta affermando anche una stranezza: la regìa combinata di un amministratore italiano di origini meridionali con quella di uno straniero. Non sorprende che in quadro simile gli incidenti sul lavoro siano in crescita tra gli extracomunitari, mentre su base annua risultano in calo per i lavoratori italiani.

La società Rocx, per esempio, specializzata in lavori di carpenteria e saldatura navale, trenta dipendenti, ha sede nel Veneziano e risulta guidata da tale Osman Hossain, 38enne del Bangladesh residente a Mestre. Prima c’erano anche il 67enne Giuseppe Ruggi di Taranto e un suo corregionale, il 33enne di Lentini Daniele Cassarino. Quest’ultimo risulta attualmente amministratore unico di un’altra società, la Eurotecnica, specializzata nel montaggio di impianti navali, anche questa con 30 dipendenti. Eurotecnica risultava inizialmente amministrata da un asiatico: Hazari Saiful Islam, 37enne bengalese di Comilla che ne avrebbe tenuto il timone fino all’aprile dello scorso anno. Gestioni miste, insomma, che investono quasi esclusivamente su un capitale umano in arrivo dall’Est, a basso costo e molto produttivo. Quelli appena citati sono solo due esempi.

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