Aumento delle imprese gestite dagli immigrati in Italia, in provincia di Milano danno lavoro a 4000 italiani

A Milano un nuovo imprenditore su tre proviene da uno Stato al di fuori dell’Unione Europea. Nella maggior parte dei casi si tratta di imprese individuali, ma molte di loro si sono sviluppate e così hanno assunto personale. In particolare le imprese extracomunitarie in provincia di Milano danno lavoro a 20mila persone di cui 3.800 italiani. Gli immigrati fanno impresa nel settore della ristorazione, delle lavanderie, estetica, viaggi e traduzioni, farmacie, piccoli atelier, edilizia, e ovviamente dei prodotti etnici. Nella provincia di Milano le ditte extracomunitarie mostrano maggior vitalità. In totale sono 18.635, e nel 2008 sono cresciute dell’8,6% con un netto miglioramento rispetto al 2007 (+3,2%).

Ai primi posti ci sono egiziani (oltre 4.700 imprese), cinesi (3mila), marocchini (1.500), peruviani e albanesi (entrambi mille imprese). Nell’ultimo anno sono aumentate soprattutto le imprese turche (+22,4%). Tra gli stranieri comunitari si fanno largo i romeni, titolari di 1.802 imprese, con una crescita pari al 131% in quattro anni.

A livello settoriale, l’iniziativa economica degli extracomunitari si orienta soprattutto verso le costruzioni (5mila imprese) e il commercio (5.565 unità). Ma il numero delle imprese di immigrati è in forte ascesa anche a livello nazionale: dal 2000 sono cresciute al ritmo di 20mila l’anno. E dal 2003 al 2008 gli imprenditori stranieri sono triplicati. In un periodo di recessione, gli immigrati offrono un lavoro a circa 30mila italiani. Le imprese di cittadini extra-Ue rivelano una grande capacità di sopravvivere nel tempo sul mercato, probabilmente dovuta a una varietà di concause: titoli di studio medio-alti, età anagrafica più bassa che si riflette sul tempo relativo al cosiddetto start-up dell’impresa; un italiano che non ricava un profitto medio-alto nel breve periodo tende subito a chiudere, un immigrato nella stessa situazione lavora di più magari in proprio, incassa meno ma resiste e poi diventa competitivo. E se le aziende degli immigrati sostengono meglio i rischi d’impresa, ciò vuol dire chi loro titolari dimostrano una buona professionalità: sarà pur vero che pagano meno tasse, come sostengono alcuni, ma l’evasione in Italia non l’hanno certo portata gli stranieri, almeno a non voler scadere nella spudoratezza.

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