Milano, i lavoratori immigrati sono pagati il 20 % in meno. E in agricoltura un terzo della forza lavoro è immigrata

Guadagnano il 20% in meno degli italiani, ma spesso dispongono di titoli di studio più alti. Non percepiscono gli straordinari perché i contratti sono spesso irregolari.

È il profilo economico-sociale dei lavoratori stranieri in provincia di Milano che emerge dalla ricerca dell’Ires-Cgil presentata alla Camera del lavoro nell’ambito delle iniziative per la giornata mondiale del rifugiato. L’indagine – la prima di una serie commissionata per capire dove va il mondo produttivo nella provincia più multietnica d’Italia – analizza le risposte ai questionari distribuiti a 200 fra impiegati ed operai italiani e stranieri, un campione che, per il sindacato, rappresenta uno spaccato fedele del mondo del lavoro della provincia dove abitano 394mila immigrati, il 12,6 per cento della popolazione.

Fra i 200 intervistati che hanno risposto anonimamente, il 57% è rappresentato da stranieri, nel 66% dei casi maschi, soprattutto fra 26 e 45 anni (58%), in possesso di carta di soggiorno (44%), con titolo di studio almeno di scuola superiore (39%) e contratto di lavoro a tempo determinato (l’86% degli italiani e il 73% degli stranieri).

Nel sud Italia, le cose vanno molto peggio. Della piaga relativa allo sfruttamento agricolo del lavoro stagionale per la raccolta dei pomodori – e, di questi tempi, delle angurie soprattutto in Puglia – abbiamo già scritto a più riprese. Stando a diversi rilevamenti compiuti dagli agenti di polizia giudiziaria di volta in volta incaricati per le investigazioni, sembra che nei campi coltivati il denaro pagato ai braccianti sia scandalosamente inferiore al tasso di anfetamine che, disciolte nell’acqua, permettono alle vittime del caporalato di superare stanchezza e caldo.

Il primo – non a caso definito ‘storico’ – processo contro i mercanti di manodopera schiavizzata risale al febbraio 2008 e ha condannato a 10 anni di carcere cinque capicellula (o caporali) accusati di aver ridotto in schiavitù centinaia di braccianti nella zona della Capitanata pugliese.

Una nota a parte la meritano gli scomparsi. Decine di persone – in prevalenza polacchi – inghiottiti dai campi e mai più ritrovati. La polizia di Varsavia ha aperto un sito internet con le foto dei dispersi, nella speranza che qualcuno possa riconoscerli e ritrovarli. E se capita di riconoscere un tumulo di terra con un bastone conficcato nel terreno, quasi sicuramente si tratta della sepoltura di uno dei tanti braccianti irregolari, morti di lavoro nero.

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One Response to “Milano, i lavoratori immigrati sono pagati il 20 % in meno. E in agricoltura un terzo della forza lavoro è immigrata”

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    Milano, i lavoratori immigrati sono pagati il 20 % in meno. E in agricoltura un terzo della forza lavoro è immigrata Says:

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