Quanto costa allo Stato italiano non saper gestire l’immigrazione: meno di 2 milioni di stranieri pagano 6 miliardi di tasse, ma il lavoro nero sottrae risorse a entrambi
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I dati pubblicati da Fisco e Lavoro lasciano pochi dubbi: in Italia 1, 85 milioni di stranieri in regola pagano annualmente 6 miliardi di tasse . E si tratta di una cifra che ovviamente non dà il senso delle proporzioni del lavoro di tutti gli extracomunitari presenti sul territorio: ad es. in Liguria su 33.000 extracomunitari circa 20.000 non sono in regola e, con le maglie strette dell’ultimo decreto flussi, difficilmente avranno un lavoro regolare a breve termine. Anche perché i badanti non in regola e i lavoratori assunti in nero presso i cantieri, dopo l’approvazione del pacchetto sicurezza avranno ancor più timori di essere scoperti e lavoreranno nei cantieri a giornata, mentre sembrano già essere diventati invisibili quelli che prestano lavoro presso l’altrui domicilio.
Ulteriori riforme in materia di appalti favoriscono l’irregolarità: ad es., l’ultimo decreto corrrettivo del Piano sicurezza sul lavoro, attualmente al vaglio del Governo, prevede meno adempimenti per i cantieri edili: ci vorrà un piano sicurezza di cantiere solo se si impegnano più di 200 uomini-giorno, come tecnicamente si dice. In caso contrario ci saranno meno formalità da rispettare in materia di sicurezza del lavoro. Tutto questo sfavorirà la regolarizzazione dei lavoratori in nero, spesso stranieri, per non parlare dei rischi di infortunio, per cui l’Italia detiene il triste primato su scala europea.
In un colpo solo, si abbatte la cultura d’impresa e la possibilità di regolarizzare immigrati dotati di buone professionalità.
Le conseguenze di un simile giro di vite sono disastrose: una regolarizzazione anche solo al minimo sindacale di queste categorie di lavoratori toglierebbe dalla clandestinità i migranti e aumenterebbe il gettito dello Stato, che così potrebbe impegnarsi per un modello di sicurezza sostenibile e condiviso che abbia inizio soprattutto dall’economia anziché dall’ordine pubblico.